TIME IN JAZZ – Festival internazionale di musica Jazz https://timeinjazz.it/associazione Festival internazionale di musica Jazz Wed, 09 Aug 2023 11:24:55 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.9.7 https://timeinjazz.it/associazione/wp-content/uploads/2023/02/cropped-logo_social-32x32.png TIME IN JAZZ – Festival internazionale di musica Jazz https://timeinjazz.it/associazione 32 32 Time in Jazz: domani terza giornata del festival con i concerti di Giovanni Iacovella a Viddalba (ore 11), Francesco Cavestri a Luogosanto (ore 18) e Unkle Kook ad Arzachena (ore 21.30). https://timeinjazz.it/associazione/2023/08/09/time-in-jazz-domani-terza-giornata-del-festival-con-i-concerti-di-giovanni-iacovella-a-viddalba-ore-11-francesco-cavestri-a-luogosanto-ore-18-e/ Wed, 09 Aug 2023 11:15:54 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=8267 A Berchidda al via le attività per i più piccoli del progetto Time to Children. Alle 10 inaugurazione delle mostre “L’arte dei bambini” e “Crescendo”.

Alla sua terza giornata, prende quota il fitto programma di Time in Jazz edizione numero trentasei, in calendario fino a mercoledì prossimo (16 agosto) con la sua consueta formula itinerante fra Berchidda e gli altri centri e località del nord Sardegna che partecipano quest’anno al festival.

Giovanni Iacovella

Ed è proprio in una della località “in decentramento” che si apre la fitta serie di impegni in agenda domani (giovedì 10 agosto): alle 11, aViddalba, nei pressi della chiesetta campestre di San Leonardo, è di scena Giovanni Iacovella, batterista (classe 1996) legato ai mondi dell’improvvisazione e della musica elettronica nel loro senso più ampio. Batteria, oggetti sonori e live electronics, gesti, fisici e musicali si intrecciano nella sua performance creando un insieme di tessiture sonore che abbracciano noise iper-cinetico e intricate poliritmie.

Francesco Cavestri

I resti del Palazzo di Baldu, nel territorio di Luogosanto, faranno da cornice, alle 18, al concerto di Francesco Cavestri. Classe 2003, il giovane pianista propone un progetto che affianca al repertorio jazz quello dell’hip-hop, muovendosi tra diverse atmosfere musicali: dai brani originali del suo album “Early 17” (uscito l’anno scorso), ad altri appartenenti alla scena hip-hop, new-soul e jazz degli ultimi anni, fino a reinterpretazioni e tributi a giganti come Robert Glasper o John Coltrane, in una continua ricerca dell’innovazione e di un sound all’avanguardia. Con Francesco Cavestri (pianoforte, Nord Stage 3, Vocoder, sequenze) due musicisti tra i più promettenti della scena musicale hip-hop ed elettronica: il bassista Riccardo Oliva e il batterista Joe Allotta.

Unkle Kook

In serata, alle 21.30, la carovana del festival fa tappa ad Arzachena: nel complesso roccioso di Li Conchi, concerto degli Unkle Kook, una band per lo più strumentale che spazia tra surf music, rock psichedelico, rock & roll, punk e calypso. Il gruppo si è formato a Bologna nel 2019 da cinque musicisti provenienti da generi diversi ma con l’interesse comune per la surf music: Andrea Faidutti (chitarra e voce), Giuseppe Calcagno (chitarrae voce), Tommaso Quinci (sax tenore), Fabio Arcifa (basso e voce) e Manuel Franco (batteria e percussioni). Se la surf music è stata un punto di partenza, non ha determinato un limite per gli Unkle Kook, lasciando spazio a sviluppi spesso sorprendenti rispetto ai canoni di stile. L’ironia e la capacità di non prendersi troppo sul serio sono una caratteristica del gruppo, il cui scopo principale è divertirsi, coinvolgere l’ascoltatore con un linguaggio immediato ma comunque ricco, che contiene diversi livelli di profondità. Una musica a cui è difficile resistere senza ballare, ma che si può anche gustare comodamente seduti, se non sdraiati, magari sotto un cielo stellato.

Sempre alle 21.30, ma a Berchidda, nuovo appuntamento con il FestivalBar, la vetrina di band e solisti ospitata ogni sera da un diverso bar del paese. Domani (giovedì), al Jolly Cafè, terza e ultima uscita per Riccardo Moretti con il suo progetto solista TribalNeed: una combinazione sperimentale di sintetizzatori analogici, didgeridoo, percussioni, hang drum, giocattoli per bambini, beat-boxing e loop station.

  • Al via Time to Children

Oltre agli appuntamenti musicali, spicca nel palinsesto della terza giornata del festival l’inizio delle attività, a Berchidda, di Time to Children, il progetto di educazione musicale dedicato alle bambine e ai bambini in seno al festival: un’iniziativa ideata da Paolo Fresu e dalla violinista e didatta Sonia Peana, con la consulenza di Catia Gori, patrocinata dall’associazione Il Jazz va a Scuola e sviluppata da Time in Jazz con il sostegno del Banco di Sardegna. Fino a lunedì 14, negli spazi verdi di”Sa colte ‘e s’ Oltijiu”, il giardino accanto a Sa Casara (l’ex caseificio oggi sede dell’associazione Time in Jazz), bambine e bambini, ragazze e ragazzi (ma anche adulti) saranno accompagnati, attraverso laboratori, spettacoli, mostre, alla scoperta della musica jazz e popolare, degli strumenti musicali, della multisensorialità e della musica come condivisione. A guidarli, educatrici e educatori musicali come l’esperta di body percussion Eliana Danzì con il suo laboratorio “La Musica che ho”, e come il musicoterapeuta e rumorista Luca Gambertoglio con la storia sonora “I Cassetti di Elena”; un altro racconto in musica è “Come una Stella”, che vede il gradito ritorno del chitarrista e scrittore Reno Brandoni; anche il teatro entra in scena a Time to Children, con gli attori Paolo Li Volsi e Irene Villa e il laboratorio–spettacolo “Ci sarà una volta…storie di domani”, e con l’immancabile appuntamento di ferragosto con l’attore Giancarlo Biffi e i suoi racconti di Gufo Rosmarino. Il virtuoso dell’ocarina Fabio Galliani, porta in dote due laboratori inseriti nel progetto “Musica e Ambiente”, che vede Time to Children rinnovare la collaborazione con La Fondazione Raul Gardini e con Novamont, che hanno provveduto alla realizzazione delle ocarine in mater-Bi utilizzate nei laboratori. Ancora tanta musica, con la partecipazione di alcuni dei protagonisti del festival, come il gruppo Farafinacon il laboratorio “Doum Doum”, il pianista Francesco Cavestri con i suoi parallelismi tra jazz e hip hop, il duo GuerzonCellos dei violoncellisti Enrico e Tiziano Guerzoni; e poi ancora i percorsi de “L’Arte dei bambini” a cura di Maria Abis con i racconti dialogati e animati di Claudia Pupillo.

Ad affiancare la parte laboratoriale, anche due mostre allestite negli spazi di “Sa Casara” che si inaugurano domattina (giovedì 10) alle 10 e che si potranno visitare per tutta la durata del festival: una è “L’arte dei bambini”, nata nell’ambito di un progetto nazionale curato dall’associazione “Dis-ordine” di Ravenna e dall’Associazione Nazionale “Il Jazz va a scuola”, che coinvolge le scuole primarie e dell’infanzia di Berchidda e che le lega a doppio filo alla città di Ravenna; l’altra mostra propone invece le riproduzioni delle tavole originali di “Crescendo“, il libro illustrato da Alessandro Sanna e musicato da Paolo Fresu, pubblicato da Gallucci in una nuova edizione in uscita proprio i questi giorni: un viaggio per immagini dei nove mesi di gravidanza attraverso tutti i gradi di crescita della pancia della mamma. Il libro ha una colonna sonora creata da Paolo Fresu che delicatamente ci fa immergere nel liquido amniotico del grembo materno e che accoglierà i visitatori nella mostra che apre i battenti domani (giovedì) alle 10.

Tutte le attività di Time to Children sono gratuite, ma occorre prenotare via mail scrivendo a timetochildren@gmail.com.

  • Info

Tutti i concerti del festival, come di consueto, sono a ingresso gratuito, ad eccezione di quelli in programma da venerdì 11 a martedì 15 sul palco di Piazza del Popolo a Berchidda.Il biglietto intero per ciascuna serata, in prevendita su Vivaticket, costa 25 euro, ridotto a 22per gli spettatori sopra i 65 anni e quelli sotto i 26, per i soci di Time in Jazz e del Touring Club. Sempre su Vivaticket si possono acquistare gli abbonamenti per l’ingresso a tutt’e cinque le serate in Piazza del Popolo: 110 euro il prezzo intero, ridotto a 100. A tutti i prezzi di biglietti e abbonamenti vanno aggiunti i diritti di prevendita.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie sul festival sono disponibili sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Telegram e sul sito www.timeinjazz.it.

La trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri che aderiscono al festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Biorepack, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di Bibanca,Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo e Consorzio Puntaldia. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili.


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Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Umberto I, 37 • 07022 Berchidda
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RICCARDO SGUALDINI • cell. 347 83 29 583 • e-mail: tagomago.1@gmail.com
FRANCESCA BALIA • cell. 347 97 54 558 • e-mail: francesca.balia@gmail.com
GIANPIETRO GIACHERY • cell. 338 32 88 620 • e-mail: gianpietro.giachery@gmail.com

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Malika Ayane protagonista domani della seconda giornata del festival Time in Jazz: alle 11 presenta a Berchidda il suo esordio letterario, “Ansia da felicità”; alle 18, a L’Agnata, il suo concerto (tutto esaurito) in omaggio a Fabrizio De André. https://timeinjazz.it/associazione/2023/08/08/malika-ayane-protagonista-domani-della-seconda-giornata-del-festival-time-in-jazz-alle-11-presenta-a-berchidda-il-suo-esordio-letterario-ansia-da-felicita/ Tue, 08 Aug 2023 10:34:54 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=8262 Entra nel vivo la trentaseiesima edizione di Time in Jazz, il festival diretto da Paolo Fresu, in programma fino a mercoledì 16 tra il suo paese natale, Berchidda, e gli altri centri del nord Sardegna coinvolti quest’anno.

Dopo la serata inaugurale con i concerti di Tullio De Piscopo a Puntaldia e di Serena Brancale a Porto Rotondo, la giornata di domani (mercoledì 9) si presenta densa di impegni. Il primo, in ordine cronologico, avrà in realtà inizio sull’altra sponda del Tirreno: alle 10.15 salpa infatti dal porto di Livorno, diretta verso quello sardo di Golfo Aranci, la motonave Mega Express Two della Corsica Ferries – Sardinia Ferries che ospita a bordo, insieme ai passeggeri, i nove componenti della Rusty Brass Band, la formazione bresciana a base di ottoni protagonista del tradizionale concerto nel corso della traversata marittima: un “classico” ormai di ogni edizione di Time in Jazz, un evento che si rinnova per il diciottesimo anno consecutivo grazie alla collaborazione della compagnia delle navi gialle. La Rusty Brass Band predilige ritmi funk e rock, ma non disdegna le sonorità balcaniche ed esotiche, e accenni alla tradizione classica, con l’obbiettivo di fondere tra loro le più disparate culture “brass bandistiche”. A Berchidda, il pubblico del festival potrà averne un saggio nelle parate musicali che proporrà le sere successiveper le vie e le piazze del paese.

A Berchidda, intanto, la mattinata di domani (mercoledì) si concentra a Sa Casara, l’ex caseificio oggi sede dell’associazione Time in Jazz. Alle 11, primo appuntamento con Time to Read, lo spazio del festival dedicato ai libri e agli autori. Inaugura la serie di incontri Malika Ayane, che prima di raggiungere nel pomeriggio L’Agnata per il suo concerto in omaggio a Fabrizio De André, presenterà – a colloquio con Alessandra Ghiani – il suo esordio letterario, “Ansia da felicità“, pubblicato lo scorso maggio da Rizzoli: una raccolta di racconti i cui protagonisti vivono in un costante stato di “ansia da felicità”, appunto, in una realtà sfumata e mutevole. Malika Ayane esplora gli stati d’animo e le dinamiche che guidano le loro giornate, la complessità delle relazioni umane e la ricerca della felicità dei personaggi da lei creati.

Intorno a mezzogiorno, un brindisi inaugurale, in collaborazione con la Cantina Sociale Giogantinu, accompagnerà il taglio del nastro delle mostre allestite negli spazi di Sa Casara: quella stabile con le opere della Collezione di Arte contemporanea CasArt, nata nel 1997 e cresciuta nel tempo grazie al generoso contributo degli artisti presenti in passato al festival, e quella fotografica della scorsa edizione di Time in Jazz con gli scatti di Fabio Lovino e Andrea Rotili.

Ma a tenere banco domani – mercoledì 9 – sarà il concerto in omaggio a Fabrizio De André proprio in quella che fu la sua residenza in Sardegna, a L’Agnata, nelle campagne intorno a Tempio Pausania: un evento attesissimo del festival, e che ha registrato ancora una volta il tutto esaurito subito dopo l’apertura della prevendita dei biglietti. Dopo Tosca, protagonista l’anno scorso, è ora la volta di Malika Ayane, cantante eclettica che vanta allori a Sanremo, dischi d’oro e di platino in bacheca, collaborazioni con illustri artisti, autori e produttori nazionali e internazionali, capace di riempire club e teatri con concerti sempre coinvolgenti e mai scontati. “Canzoni che mi hanno rovinato la vita” è il titolo che ha scelto per il suo concerto a L’Agnata, a rimarcare l’importanza e l’influenza di De André sul suo cammino artistico, come sottolinea nel sue note di presentazione: «(…) da quando ho ascoltato “Anime salve”, niente è più stato lo stesso perché le mie emozioni hanno trovato una lingua in cui essere espresse (…) Ho riso, pianto, riflettuto grazie ai brani che canterò per voi e sarà la prima volta che mi ci confronto. In punta di piedi, con amore, rispetto e gli occhi lucidi». Ad accompagnare Malika Ayane ci saranno Andrea Andreoli al trombone, Stefano Brandoni alla chitarra, Raffaele Trapasso al basso e Phil Mer alla batteria. Il concerto, con inizio alle 18, è realizzato in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André e Bibanca.

Al rientro a Berchidda, la musica continua alle 21.30 nell’appuntamento quotidiano con il FestivalBar, la vetrina di formazioni e solisti ospitata ogni sera a turno dai bar del paese. Protagonista domani (mercoledì 9) al Muretto Cafè, Riccardo Moretti con la sua performance sperimentale TribalNeed: una fusione di sintetizzatori analogici, didgeridoo, percussioni, hang drum, giocattoli per bambini, beat-boxing e loop station.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie sul festival sono disponibili sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Telegram e sul sito www.timeinjazz.it.

La trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri che aderiscono al festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Biorepack, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di Bibanca,Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo e Consorzio Puntaldia. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili.

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Al via domani la trentaseiesima edizione di Time in Jazz all’insegna di “Futura” in programma fino al 16 agosto a Berchidda (Ss) e altri centri del nord Sardegna. https://timeinjazz.it/associazione/2023/08/07/al-via-domani-la-trentaseiesima-edizione-di-time-in-jazz-allinsegna-di-futura-in-programma-fino-al-16-agosto-a-berchidda-ss-e-altri-centr/ Mon, 07 Aug 2023 12:02:02 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=8245 Aprono la serie di concerti Tullio De Piscopo alle 18 a Puntaldia e in serata Serena Brancale a Porto Rotondo (ore 21.30). Tra i protagonisti del festival diretto da Paolo Fresu Malika Ayane, Eivind Aarset, Guano Padano, Farafina, Dhafer Youssef, Roberto Ottaviano, Gianni Cazzola, Savana Funk con Willie Peyote, Colle der Fomento con Dj Craim e La Batteria. Tanta musica ma anche mostre, presentazioni di libri e incontri con gli autori, attività per i bambini e altro ancora nel ricco cartellone di Time in Jazz.

Tutto pronto per la trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz, che da domani – martedì 8 agosto – fino a mercoledì 16, si snoderà per nove intense giornate con il suo fitto programma di eventi tra Berchidda (Ss), paese natale del suo ideatore, fondatore e direttore artistico Paolo Fresu, e gli altri centri e località del nord Sardegna in cui fa tappa quest’anno: Arzachena, Banari, Bortigiadas, Buddusò, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Mores, Oschiri, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Tempio Pausania, Tula e Viddalba.

Oltre alla nutrita serie di appuntamenti musicali che si succederanno dalla mattina alla notte in spazi e scenari differenti – l’arena allestita a Berchidda nella piazza Piazza del Popolo, teatro dei concerti serali in programma da venerdì 11 a Ferragosto, e i siti più rappresentativi degli altri centri coinvolti -, il festival propone, come sempre, un ampio assortimento di iniziative e attività diverse: presentazioni di libri e incontri con gli autori, azioni di promozione e sensibilizzazione ambientale, mostre, laboratori di educazione musicale e varie attività dedicate ai bambini, e altro ancora.

L’edizione numero trentasei di Time in Jazz si presenta sotto il titolo “Futura”, ispirato all’omonima canzone di Lucio Dalla, con l’intento di abbracciare idealmente diverse generazioni. Spiega Paolo Fresu nelle sue note di presentazione (citando un verso del grande cantautore bolognese: “Chissà domani su che cosa metteremo le mani e se si potrà contare ancora le onde del mare”), «Futura è un progetto d’amore sognato con la complicità di un muro innalzato da due superpotenze che, nonostante tutto, non cancellano quel bisogno di emozione e di pathos nonché di condivisione che alimenta le nostre vite. Un bisogno che permea e attraversa le differenti generazioni alle quali vogliamo dedicare il tema di questa edizione, la numero trentasei, di Time in Jazz. Lo facciamo utilizzando lo strumento che meglio conosciamo: la musica che, da sempre, è la portavoce delle istanze e dei bisogni giovanili nonché la voce narrante delle loro speranze. Futura è visione e coraggio. Quello del poter affrontare un presente complesso che mai avremmo immaginato di dover vivere e che va condiviso nel crossover generazionale e con quell’apertura che è del jazz in quanto musica meticcia e attuale».

Generazioni e generi musicali diversi, non solo jazz, si incroceranno nel festival: esemplare di questa idea di crossover è il duo GuerzonCellos, ovvero i bolognesi Enrico e Tiziano Guerzoni, padre e figlio, che suonano il violoncello in modo eclettico e originale; un altro esempio è “popOFF!”, il progetto con cui Paolo Fresu e la cantante Cristina Zavalloni rendono omaggio in chiave jazz alle canzoni dello Zecchino d’Oro; ancora, il duo del sassofonista Roberto Ottaviano (classe 1957) con il giovane chitarrista inglese Rob Luft, come anche il quintetto che riunisce quattro giovani musicisti intorno alla batteria di un “senatore” del jazz italiano come Gianni Cazzola (classe 1938), dimostrando come questa musica non conosca limiti di tempo ed età, praticando sempre quello scambio tra generazioni che ne costituisce la linfa vitale.

L’idea di crossover si addice anche a un altro esperto di piatti e tamburi, Tullio De Piscopo (classe 1946), che nel corso della sua lunga e variegata carriera ha collaborato con artisti del calibro di Pino Daniele, Astor Piazzolla, Chet Baker, Max Roach, Gerry Mulligan, tra gli altri: “Dal blues al jazz con… andamento lento”, come recita il titolo del suo concerto che domani – martedì 8 – a Puntaldia farà da ouverture alla nove giorni di Time in Jazz.

Incroci tra stili e generi musicali saranno anche quelli proposti da altri protagonisti del festival: il pianista Francesco Cavestri con il suo progetto che unisce jazz e hip-hop; i Colle der Fomento, uno dei gruppi rap italiani più influenti, insieme a Dj Craim e al quartetto romano La Batteria; il quartetto d’archi Alborada con Dj Cris; il tunisino Dhafer Youssef con il suo oud all’incrocio tra Oriente e Occidente; i Savana Funk con il rapper e cantautore Willie Peyote.

Anche questa edizione del festival presenta diverse protagoniste femminili: la cantante Serena Brancale, la pianista Sade Mangiaracina con un tributo a Lucio Dalla, la cantautrice e pianista Carolina Bubbico, e Malika Ayane, che sarà al centro di uno degli eventi imperdibili (e da subito sold out) di ogni edizione: l’omaggio a Fabrizio De André in quella che fu la residenza del cantautore a L’Agnata.

Ma sono tanti i nomi e le proposte nel denso cartellone del trentaseiesimo Time in Jazz: il flautista Nicola Stilo, il batterista Giovanni Iacovella, il chitarrista norvegese Eivind Aarset, il gruppo Guano Padano, il trio Melodrum, il fisarmonicista francese Vincent Peirani, il gruppo del Burkina Faso Farafina, la Rusty Brass Band, l’organettista Pierpaolo Vacca e il bandoneonista Daniele di Bonaventura (questi ultimi due, insieme a Paolo Fresu, saranno protagonisti dell’ultimo atto del festival, il 16 agosto alla Peschiera di San Teodoro, con le musiche dello spettacolo “Tango Macondo”). E poi gli ospiti del musicista berchiddese Nanni Gaias nello spazio Time After Time, progetto ospitato dal centro di produzione Insulae Lab di Time in Jazz, in programma tutte le notti dopo i concerti sul palco di Piazza del Popolo: il beatboxer Alien Dee, il rapper sassarese Don Malo, il cantante e chitarrista emiliano Stefano Barigazzi. E, ancora, i protagonisti del FestivalBar, la vetrina di formazioni e solisti che ritorna anche quest’anno trovando ospitalità nei bar di Berchidda: TribalNeed, Federico Fenu, Gabriele Pollina, il duo Sprigu di Andrea Sanna e Marco Coa.

Oltre alla musica, il festival propone come sempre anche mostre (quella stabile con le opere della della Collezione di Arte contemporanea CasArt, nata nel 1997 grazie al generoso contributo degli artisti presenti in passato al festival, e quella fotografica della scorsa edizione con gli scatti di Fabio Lovino e Andrea Rotili) presentazioni di libri e incontri con gli autori, con la partecipazione, tra gli altri, della scrittrice Barbara Baraldi col suo romanzo su Janis Joplin “Il fuoco dentro”, di Paolo Crepet con il suo nuovo libro “Prendetevi la luna”, e di Malika Ayane con il suo esordio narrativo, i racconti di “Ansia da felicità”.

Immancabili, nel ricco ventaglio di proposte del festival, anche le iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale: tra queste, la rinnovata collaborazione, dopo l’esordio dell’anno scorso, con Biorepack, il Consorzio nazionale per il riciclo organico degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile.

Non mancheranno poi le attività per i bambini nel consueto e ampio progetto di Time to Children curato dalla violinista e didatta Sonia Peana, patrocinato dall’associazione Il Jazz va a Scuola e sviluppato da Time in Jazz con il sostegno del Banco di Sardegna. Da giovedì 10 a martedì 15, a Berchidda, negli spazi di “Sa colte ‘e s’ Oltijiu”, il giardino adiacente a Sa Casara (l’ex caseificio ora sede dell’associazione Time in Jazz), si terranno laboratori, mostre e altre attività per bambini, ragazzi e adulti che avranno l’opportunità di scoprire il mondo della musica jazz e popolare, di scoprire strumenti, esplorare la multisensorialità e sperimentare la condivisione musicale. Saranno presenti Eliana Danzì, specializzata nella body percussion, Luca Gambertoglio, musicoterapeuta e rumorista, il suonatore di ocarina Fabio Galliani, il chitarrista Reno Brandoni, gli attori Paolo Li Volsi e Irene Villa, e alcuni tra i protagonisti del festival: i Farafina, il duo GuerzonCellos, il pianista Francesco Cavestri. E, ancora, la mostra/studio “L’Arte dei Bambini” coordinata da Maria Abis e l’esposizione (stabile) delle immagini del libro “Crescendo“ (pubblicato da Gallucci in una nuova edizione in uscita proprio durante il festival, venerdì 11), illustrato da Alessandro Sanna e musicato da Paolo Fresu, Claudia Pupillo con “Le favole di Gunter Pauli”, e l’immancabile appuntamento di Ferragosto con l’attore Giancarlo Biffi e i suoi racconti del Gufo Rosmarino.

Tra le novità di questa edizione, Un’ora in più è l’iniziativa con cui Time in Jazz invita il pubblico, dopo i concerti in decentramento, a trattenersi per scoprire e conoscere meglio i luoghi di volta in volta raggiunti dal festival. Gli amministratori, le pro-loco e le associazioni locali sono invitati a offrire ciò che meglio permette di conoscere e valorizzare le particolarità del sito e del paese ospite: Un’ora in più per trattenere sul posto, a fine concerto, chi vorrà aggiungere uno sguardo turistico alla sola fruizione musicale, un invito a pregustare un soggiorno più lungo.

  • Al via domani, martedì 8 agosto

Sarà dunque Tullio De Piscopo a tagliare il nastro del trentaseiesimo festival Time in Jazz, domani – martedì 8 agosto – alle 18 al Golf Club Puntaldia, sulla costa nord orientale, nel territorio di San Teodoro. Nel corso della sua lunga e variegata carriera il batterista napoletano, classe 1946, ha incrociato artisti del calibro di Pino Daniele, Astor Piazzolla, Chet Baker, Max Roach, Gerry Mulligan, tra i tanti; un cammino artistico sancito l’anno scorso dal Leone d’Oro alla Carriera assegnato dall’associazione Gran Premio Internazionale di Venezia; sessant’anni di musica sintetizzabili nel titolo del suo concerto, “Dal blues al jazz con… andamento lento”, che apre la nove giorni di Time in Jazz. Il pubblico potrà ascoltare pezzi per sola batteria, i suoi storici assoli come “Drum Conversation”, dedicato sempre a Pino Daniele, standard jazzistici, brani tratti dai Pionieri del blues, qualche perla di successo dal suo repertorio pop e l’atmosfera dei caldi suoni del Mediterraneo e dei vicoli di Napoli come “Stop Bajon”, “Pummarola Blues” e “Andamento lento”. Ad affiancare Tullio De Piscopo ci saranno Bruno Manente alle tastiere, Domenico Basile alle chitarre, Paolo “Paul” Pelella al basso e Paolo Scairato alle percussioni.

Sulla costa nordorientale sarda anche il secondo appuntamento della giornata inaugurale: a Porto Rotondo, il Teatro all’aperto Mario Ceroli accoglie sul palco alle 21.30Serena Brancale. Classe 1989, dotata di una duttilità vocale dal timbro scuro e graffiante, la cantante, polistrumentista e compositrice pugliese è riuscita a conquistare il grande pubblico con la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 2015, dove ha presentato una versione raffinatissima del brano “Galleggiare”, contenuta nel suo album omonimo d’esordio. Una spiccata inclinazione a valicare i confini sonori e la sua continua voglia di ricerca, le consentono di manipolare con disinvoltura i diversi generi musicali. Il 9 agosto a Porto Rotondo, Serena Brancale proporrà al pubblico di Time in Jazz il suo progetto “Soula”, una versione “one girl band” del suo terzo e più recente album, “Je so accussì”, pubblicato giusto un anno fa a marzo. Un concerto in cui, accompagnandosi con pianoforte, loop station e batteria elettronica, mescola ironia e musica, parole e immagini, emozioni e vita da artista legando il pop al jazz e il R’n’b’ al soul.

  • Mercoledì 9

Mercoledì 9 ritorna un appuntamento immancabile di Time in Jazz: la traversata marittima in musica a bordo della motonave della Corsica Ferries – Sardinia Ferries in viaggio dal porto di Livorno (partenza alle 10.15) a quello sardo di Golfo Aranci; un appuntamento che si rinnova per il diciottesimo anno consecutivo grazie alla collaborazione della compagnia delle navi gialle. Imbarcati stavolta i nove componenti della Rusty Brass Band, formazione a base di ottoni che predilige ritmi funk e rock, ma senza disdegnare sonorità balcaniche ed esotiche, e accenni alla tradizione classica, con l’ardito obbiettivo di fondere tra loro le più disparate culture “brass bandistiche” del mondo. Il pubblico del festival potrà averne un saggio nelle parate musicali che la Rusty Brass proporrà le sere successiveper le vie e le piazze di Berchidda.

Ma a tenere banco mercoledì 9 sarà un altro evento imperdibile del festival, capace di richiamare a ogni edizione un pubblico foltissimo, registrando anche quest’anno il tutto esaurito subito dopo l’apertura della prevendita dei biglietti: il concerto in omaggio a Fabrizio De André proprio in quella che fu la sua residenza in Sardegna, a L’Agnata, nelle campagne intorno a Tempio Pausania. Un posto di grande bellezza, immerso nella natura, dove a rendere tributo al grande cantautore, è ancora una voce femminile: dopo Tosca, protagonista l’anno scorso, è la volta di Malika Ayane, cantante eclettica che vanta allori a Sanremo, dischi d’oro e di platino in bacheca, collaborazioni con illustri artisti, autori e produttori nazionali e internazionali, capace di riempire club e teatri con concerti sempre coinvolgenti e mai scontati. “Canzoni che mi hanno rovinato la vita” il titolo che ha scelto per il concerto, a rimarcare l’importanza e l’influenza di De André sul suo cammino artistico, come sottolinea nel sue note di presentazione: «(…) da quando ho ascoltato “Anime salve”, niente è più stato lo stesso perché le mie emozioni hanno trovato una lingua in cui essere espresse (…) Ho riso, pianto, riflettuto grazie ai brani che canterò per voi e sarà la prima volta che mi ci confronto. In punta di piedi, con amore, rispetto e gli occhi lucidi». Ad accompagnare Malika Ayane, mercoledì a L’Agnata, ci saranno Andrea Andreoli al trombone, Stefano Brandoni alla chitarra, Raffaele Trapasso al basso e Phil Mer alla batteria. Il concerto, con inizio alle 18, è realizzato in collaborazione con la Fondazione Fabrizio De André e Bibanca.

  • Giovedì 10

La terza giornata del festival, giovedì 10, si apre alle 11 a Viddalba, nei pressi della chiesetta campestre di San Leonardo, con Giovanni Iacovella, batterista (classe 1996) legato ai mondi dell’improvvisazione e della musica elettronica nel loro senso più ampio. Batteria, oggetti sonori e live electronics, gesti, fisici e musicali si intrecciano nella sua performance creando un insieme di tessiture sonore che abbracciano noise iper-cinetico e intricate poliritmie.

I resti del Palazzo di Baldu, nel territorio di Luogosanto, faranno da cornice, alle 18, al concerto di Francesco Cavestri. Classe 2003, il pianista propone un progetto che affianca al repertorio jazz quello dell’hip-hop, muovendosi su diverse atmosfere musicali: dai brani originali del suo album “Early 17” (uscito l’anno scorso a marzo), ad altri appartenenti alla scena hip-hop, new-soul e jazz degli ultimi anni, fino a reinterpretazioni e tributi a giganti come Robert Glasper o John Coltrane, in una continua ricerca dell’innovazione e di un sound all’avanguardia. Con Francesco Cavestri (pianoforte, Nord Stage 3, Vocoder, sequenze) due musicisti tra i più promettenti della scena musicale hip-hop ed elettronica: il bassista Riccardo Oliva e il batterista Joe Allotta.

In serata, alle 21.30, la carovana del festival fa tappa ad Arzachena: di scena, nel complesso roccioso di Li Conchi, gli Unkle Kook, una band per lo più strumentale che spazia tra surf music, rock psichedelico, rock & roll, punk e calypso. Il gruppo nasce a Bologna nel 2019 da cinque musicisti provenienti da generi diversi ma con l’interesse comune per la surf music: Andrea Faidutti (chitarra/voce), Giuseppe Calcagno (chitarra/voce), Tommaso Quinci (sax tenore), Fabio Arcifa (basso/voce) e Manuel Franco (batteria/percussioni). Se la surf music è stata un punto di partenza, sicuramente non ne ha determinato un limite, lasciando spazio ad una composizione spesso sorprendente rispetto ai canoni di stile. Il suono resta molto elettrico, chitarre riverberate e un sax che si dà da fare a perdifiato. Una musica travolgente, energica, a cui è difficile resistere senza ballare, ma che si può anche gustare comodamente seduti – se non sdraiati, magari sotto un cielo stellato – lasciando correre l’immaginazione.

  • Venerdì 11

Da Bologna arrivano anche i GuerzonCellos, il duo composto da Enrico e Tiziano Guerzoni, rispettivamente padre e figlio, che aprirà la quarta giornata del festival, venerdì 11, all’ombra della Pineta di Sant’Anna, a Budoni. I due suonano il violoncello in modo eclettico e originale, con grande energia e virtuosismo: impegnati in interpretazioni furiose di classici barocchi e arrangiamenti creativi di brani jazz e rock, trasformano i loro concerti in performance altamente sofisticate. L’apice delle loro capacità tecniche e creative si trova nelle loro stesse composizioni quando Guerzoni padre e figlio mescolano influenze musicali dal diciottesimo secolo, elementi psichedelici, jazz, improvvisazioni e folk tradizionali.

La costa fa da scenario anche al concerto del pomeriggio: protagonista alle 18, a Porto Taverna, Carolina Bubbico.Classe 1990, la cantante, pianista, arrangiatrice e direttrice d’orchestra salentina, presenta dal vivo il suo terzo album di inediti, “Il dono dell’ubiquità”, con una formazione speciale, tutta al femminile: sul palco con l’artista salentina, voce leader e tastiera, due giovani e interessanti musiciste, anche loro pugliesi, Chiara Corallo e Aurora De Gregorio, entrambe alle prese con voce, drum pad e percussioni. Il live si distingue per la varietà di stili, a testimonianza della propensione di Carolina Bubbico a trovare sempre nuovi punti di incontro tra diversi linguaggi musicali esplorando in libertà universi sonori, creando chiaroscuri tra l’acustico e l’elettronico, tra ballabili groove, canzoni intime e sonorità world.

In serata, alle 21.30, si accendono per la prima volta i riflettori di piazza del Popolo a Berchidda. Ad aprire la serie di concerti in programma sul palco centrale del festival sarà “popOFF!”, un omaggio alle musiche dedicate ai bambini e all’infanzia, canzoni scelte dallo sconfinato repertorio dello Zecchino d’Oro e rielaborate in chiave jazz: autentici hit del genere, come “Carissimo Pinocchio”, “Quarantaquattro gatti”, “Il caffè della Peppina”, “Volevo un gatto nero”. “popOFF!” è il progetto (consegnato anche alle tracce dell’omonimo album) che Paolo Fresu ha voluto dedicare alla sua città d’adozione, Bologna, culla dello storico festival della musica per bambini, trovando nella cantante Cristina Zavalloni la complice perfetta, lei che, confessa, da piccola voleva proprio cantare allo Zecchino d’Oro. Ben coadiuvati da jazzisti come il sassofonista Cristiano Arcelli, il pianista Dino Rubino, il contrabbassista Salvatore Maltana e gli archi del quartetto Alborada, i due hanno dato forma a un progetto accattivante da ogni punto di vista, capace di richiamare momenti importanti della storia del jazz come, ad esempio, i tanti omaggi al mondo disneyano dove grandi protagonisti della musica afroamericana hanno interpretato brani poi divenuti storici nella filmografia per l’infanzia.

  • Sabato 12

Il pubblico del festival ritroverà in azione il quartetto Alborada l’indomani mattina alle 11, protagonista del concerto che apre la giornata di sabato 12 nella Chiesa della Santa Trinità aBortigiadas. Nato nel 1996, l’ensemble d’archi ha un repertorio che privilegia la musica contemporanea, con particolare attenzione per gli autori minimalisti e le composizioni originali scritte e arrangiate appositamente per il quartetto o dai suoi stessi musicisti: Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nicola Ciricugno alla viola e Piero Salvatori al violoncello. L’attività dell’Alborada si è sviluppata subito in due direzioni distinte ma tra loro correlate: da un lato la ricerca e lo studio in funzione del continuo arricchimento del repertorio, partendo dagli studi classici di ognuno dei suoi membri; dall’altro le collaborazioni a progetti e musicisti attivi nel panorama della musica jazz, contemporanea e world music: David Linx, Diederik Wissels Paolo Fresu, Uri Caine, Sheila Jordan, Billy Drummond, Dafher Youssef, Roberto Cipelli, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, Marco Bardoscia, Dino Rubino,Tino Tracanna, Rita Marcotulli, Maria Pia De Vito, Cristina Zavalloni, Cristiano Arcelli, Daniele di Bonaventura, Omar Sosa, Paola Turci. Fra i contributi e gli ospiti speciali di “Éthos”, il loro album del 2010, compare anche Dj Cris, che il quartetto Alborada ritroverà in questo concerto e che sarà anche impegnato tutte le notti con i suoi dj set a Berchidda nello spazio dopoconcerto.

Tappa a Buddusò, nel pomeriggio, alle 18, nella Chiesadi San Quirico, per una produzione originale di Time in Jazz: protagonista Nicola Stilo, flautista dalla carriera quasi cinquantennale, cominciata nel 1974 con il gruppo di Musica folklorica di Dodi Moscati. Da allora, il cammino di Stilo si è snodato attraverso tante esperienze alla guida di formazioni e progetti propri (il suo primo album da leader, “Errata Corrige”, è del 1995) e collaborazioni con jazzisti del calibro di Chet Baker, Franco D’Andrea, Furio Di Castri, Enrico Pieranunzi, Larry Nocella, Massimo Urbani, Enrico Rava, Maurizio Giammarco, Rita Marcotulli, tra gli altri, ma anche con musicisti di altri ambiti, come Toninho Horta, Mimmo Locasciulli, Tullio De Piscopo, Gianni Morandi, Nicola Conte, Mario Biondi, Sergio Cammariere e altri. Intensa e variegata la sua attività da solista come leader e/o come ospite nei più diversi contesti. Nicola Stilo si presenta per la prima volta a Time in Jazz, e lo farà assieme a due ottimi musicisti con i quali ha già collaborato: Dino Rubinoal piano e Marco Bardosciaal contrabbasso. Un progetto originale nato da un’idea di Paolo Fresu, un’occasione di incontro e confronto tra le differenti esperienze e sensibilità dei tre musicisti che proporranno un repertorio tra standard e composizioni originali.

Vuole essere un omaggio a Lucio Dalla, al quale il festival deve titolo e ispirazione di questa edizione, il concerto in solo che apre alle 21.30 la serata in piazza del Popolo a Berchidda: sul palco Sade Mangiaracina, talento in ascesa negli ultimi anni sulla scena jazzistica nazionale. Forte di una preparazione classica, coronata da allori in concorsi nazionali e internazionali, e poi di studi jazz con Massimo Moriconi e Danilo Rea, la pianista siciliana (è nata a Castelvetrano nel 1986) ha preso parte a molti progetti musicali, incidendo diversi dischi anche a suo nome. Dal 2013 inizia a collaborare anche in ambito pop con Simona Molinari, Amara e Dionne Warwick, mentre continua a lavorare con jazzisti come Greg Osby, Fabrizio Bosso, Giovanni Tommaso, Massimo Moriconi, Luca Aquino e Francesco Bearzatti, tra gli altri. Importanti sono poi le collaborazioni con la Med Free Orkestra, con la cantante algherese Franca Masu e con A’lmara l’orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo provenienti da Egitto, Tunisia, Turchia, Siria, Kenya, Italia, Giordania. Spicca, nella sua discografia personale, “Madiba”, album del 2021 dedicato a Nelson Mandela che ha raccolto grande consenso dalla critica.

Riflettori puntati nel secondo set della serata sul quartetto intestato a uno tra i maggiori protagonisti della feconda scena musicale scandinava: Eivind Aarset, un chitarrista capace di assorbire e rispecchiare nel suo universo sonoro generi e stili differenti ma conservando sempre una sua cifra distintiva, e di spaziare da atmosfere di tranquilla intimità ad altre di bruciante intensità. Lo testimonia anche il suo nutrito e variegato elenco di collaborazioni accanto a musicisti di ambiti diversi, come Jon Hassell, David Sylvian, Jan Bang, Bill Laswell, Jan Garbarek, Arve Henriksen, Paolo Fresu, Marilyn Mazur, J.Peter Schwalm, Mike Manieri, Marc Ducret, Michel Benita, Martux_M, Stefano Battaglia, Michele Rabbia, Talvin Singh, Dhafer Youssef, Andy Sheppard e, soprattutto, Nils Petter Molvaer. Il debutto discografico di Eivind Aarset come bandleader, “Electronique Noire“, del 1998, è stato definito dal New York Times “uno dei migliori album di jazz elettrico post-Miles”. Pubblicato a settembre 2021, “Phantasmagoria, or A Different Kind of Journey” è invece il suo disco più recente; con lui alla chitarra e all’elettronica, i membri del suo quartetto, ovvero Audun Erlien al basso e i batteristi/percussionisti Wetle Holte e Erland Dahlen: gli stessi musicisti coi quali Eivind Aarset salirà sul palco di piazza del Popolo sabato 12.

  • Domenica 13

Una miscela vibrante di stili e sonorità in cui si fondono rock, country, blues, tex-mex, surf, improvvisazioni jazz e atmosfere da western alla Morricone. È la formula che fa dei Guano Padano – in concerto domenica mattina alle 11, davanti alla Chiesa di Nostra Signora di Coros aTula – una delle proposte più originali della scena musicale italiana degli ultimi tre lustri. Il trio di Alessandro “Asso” Stefana (chitarra), Danilo Gallo (basso) e Zeno De Rossi (batteria) si forma nel 2007 e due anni dopo battezza il suo primo album che vede le collaborazioni di Gary Lucas, Chris Speed, Bobby Solo e Alessandro Alessandroni. Pubblicato nel 2012, anche il secondo disco, “2“, si avvale di partecipazioni di prestigio come quelle di Mike Patton, Marc Ribot e Paul Niehaus. Ispirato all’omonima antologia di scrittori statunitensi curata da Elio Vittorini, nel 2014 esce “Americana“, mentre è del 2017 la partecipazione dei Guano Padano all’album di Sam Amidon “The Following Mountain“. Del 2021 è invece la testimonianza discografica più recente, l’EP “Back and forth“, impreziosito nel brano di apertura dal contributo di Bill Frisell.

Un’altra chiesa, quella di Madonna di Castro, nella campagna di Oschiri, farà da quinta scenica al concerto del pomeriggio: protagonista, alle 18, il trio Melodrum, formazione nata nove anni fa a Torino su iniziativa del batterista Francesco Brancato insieme al pianista Salvatore Spano. L’idea di base è quella di costituire un repertorio di jazz contemporaneo che prenda spunto dal patrimonio culturale della musica europea, identificando nella tradizione del melodramma la sua summa identitaria artistica ed espressiva. A partire dal 2015 entra in pianta stabile il contrabbassista Salvatore Maltana e, grazie anche alla partecipazione di alcuni tra i più significativi musicisti del panorama musicale europeo, il progetto si sviluppa nella sua forma attuale, collocandosi in vari ambiti artistici – jazz, classica, teatro e arti performative in genere – e coniugando sempre tradizione e sperimentazione. Il trio ha all’attivo un lavoro diviso in tre parti sull’incontro della musica classica e il jazz: “Perspectives”, sulle arie d’opera (2015), “Tony’s Dream”, la musica di Antonio Vivaldi (2018), e “The Man, The Earth and The Sky”, la sacralità nella musica (2023).

Il fisarmonicista francese Vincent Peirani, al centro del set di apertura della serata in piazza del Popolo a Berchidda (ore 21.30), rappresenta una nuova generazione di musicisti jazz che rifiuta confini e limiti e, piuttosto che seguire i sentieri battuti, sceglie di esplorare nuovi campi, nuove strade nella musica. Dopo il pioniere Richard Galliano, punta a continuare ad ampliare le possibilità del suo strumento. Vincitore nel 2003 del primo premio al Concorso Nazionale Francese “Jazz à la Défense” con il sassofonista Vincent Lê Quang, Vincent Peirani ha collaborato con musicisti come Richard Bona, Wynton Marsalis, Renaud Garcia-Fons, David Krakauer, Daniel Humair, Youn Sun Nah, Michel Portal, Thomas de Pourquery, Louis Sclavis, Henri Texier, tra gli altri. Da solo o in piccoli ensemble, la sua visione musicale disinibita e cosmopolita, il suo grande senso del crossover e del colore, lo hanno portato a ideare alcuni dei progetti più fantasiosi del momento. Il fisarmonicista francese si presenta a Time in Jazz in trio con il chitarrista Federico Casagrande e Ziv Ravitz alla batteria e alle tastiere, gli stessi musicisti che lo affiancano nel suo ultimo disco, “Jokers”, che dà il titolo al concerto: un viaggio caleidoscopico tra revival iconoclasti, la potente energia del rock (con arrangiamenti di brani di Marilyn Manson e Nine Inch Nails), ritornelli all’italiana (Nino Rota).

Il secondo tempo della serata di domenica vede il ritorno a Time in Jazz di Dhafer Youssef, cantante e suonatore di oud (il liuto tipico della musica araba) che è riuscito a liberare lo strumento dal suo ruolo tradizionale e portarlo nel jazz. Nato nel 1967 a Teboulba, un villaggio di pescatori nella Tunisia centrale, e cresciuto a contatto con la musica e i canti tradizionali islamici, ha cominciato a scoprire le potenzialità della sua voce fin da piccolo. Incontra il jazz a Vienna, dove si trasferisce a diciotto anni e intraprende un percorso che lo porterà a elaborare una propria cifra stilistica. Già nei primi album, “Musafir” (del 1996) e “Malak” (1999), si apprezza la sua straordinaria capacità di sganciare l’oud dal suo ruolo più tradizionale per connetterlo ad altri generi musicali contemporanei e di coniugare in modo originale musica araba e jazz; una miscela che si arricchisce di altri suoni e colori con l’introduzione dell’elettronica negli album successivi, “Electric Sufi” (2001), “Digital Prophecy” (2003) e “Divine Shadows” (2006). “Abu Nawas Rhapsody” (2010) e “Birds Requiem” (2013) segnano un ritorno ad atmosfere più acustiche e jazz nel cammino artistico di Dhafer Youssef: un percorso accompagnato e spesso condiviso con artisti di vari ambiti e provenienze musicali, come Markus Stockhausen, Paolo Fresu, Nguyen Lê, Nils Petter Molvaer, Bugge Wesseltoft, Eivind Aarset, Zakir Hussain, Tigran Hamasyan, Ballake Sissoko, tra gli altri, ma anche di due “leggende” del jazz come Herbie Hancock e Wayne Shorter. Dopo “Diwan of beauty and odd” (2016) e “Sounds of Mirrors” (2018) è di quest’anno la sua ultima fatica discografica, “Street of Minarets” che dà il titolo al concerto: con lui sul palco di piazza del Popolo, Mario Rom (tromba), Daniel Garcia (piano e tastiere), Souaeli Mbappe (basso elettrico), Shayan Fathi (batteria) e Adriano Do Santos (percussioni).

  • Lunedì 14

Tra i protagonisti dei concerti “in decentramento”, spicca la presenza di Roberto Ottaviano, nome storico del jazz nazionale, come certifica anche il recente riconoscimento di musicista italiano dell’anno 2022 al prestigioso Top Jazz, il referendum indetto dal mensile Musica Jazz tra i migliori esperti del settore. Classe 1957, sulla scena musicale da oltre quarant’anni, il sassofonista barese ha suonato e inciso con molti tra i più importanti musicisti europei e americani a cavallo tra diverse generazioni, da Mal Waldron a Giorgio Gaslini, da Pierre Favre a Kenny Wheeler, da Albert Mangelsdorff a Keith Tippett, tra gli altri. Tra le formazioni che Roberto Ottaviano dirige attualmente ci sono il quartetto di fiati Astrolabio (con Gianluigi Trovesi, Glenn Ferris e Michel Godard), il quartetto Sideralis (con Alexander Hawkins, Michael Formanek e Gerry Hemingway) e il quintetto Eternal Love, col quale ha vinto il premio Pino Candini di Musica Jazz come miglior disco del 2020. Il pubblico del festival potrà applaudirlo – il 14 agosto alle 11 nei pressi della chiesa di San Giovanni, aMores – in duo con Rob Luft, giovane e pluripremiato chitarrista inglese che per il suo virtuosismo è stato paragonato a grandi nomi della sei corde come John McLaughlin, Al Di Meola e Paco De Lucia.

Nel pomeriggio (ore 18) il festival fa scalo al borgo di Banari per il concerto di Gianni Cazzola, nome storico del jazz italiano con i suoi sessantacinque anni di carriera musicale. Classe 1938, il batterista bolognese vanta innumerevoli e varie collaborazioni con artisti provenienti da tutto il mondo: Billie Holiday, Chet Baker, Lee Konitz, Franco Cerri, Lou Bennet, Luca Flores, Franco D’Andrea e molti altri. Definito “l’Art Blakey italiano” dal critico musicale Arrigo Polillo, nella formazione in scena a Time in Jazz Gianni Cazzola riunisce intorno ai suoi piatti e tamburi quattro giovani musicisti in un gruppo pieno di swing. Il quintetto, composto da Tommaso Profeta al sassofono, Attilio Costantino alla chitarra, Andrea Candeloro al pianoforte e Carlo Bavetta al contrabbasso, si cimenta nell’interpretazione di vari standard americani, per poi muoversi verso sonorità più pertinenti al periodo hard bop e proporre alcuni brani originali firmati da tutti i componenti, creando un percorso musicale all’insegna dello swing nella sua forma più genuina. Una delle tante dimostrazioni che il jazz non si pone limiti di tempo e di età, promuovendo da sempre un continuo scambio tra generazioni, che ne costituisce la vera linfa vitale.

Il primo set della serata in piazza del Popolo (come sempre alle 21.30) vede il gradito ritorno a Berchidda dei Farafina, dopo le precedenti apparizioni nel 1996 e nel 2002. Da allora a oggi diverse cose sono intanto cambiate nel gruppo originario del Burkina-Faso, a cominciare dai suoi componenti – alcuni sono morti, altri hanno lasciato, avvicendati da nuovi e più giovani musicisti – ma la filosofia musicale di base rimane invariata: djembe, tama, chékere, sonagli e uno o due balafon danno vita a un gioco pirotecnico di ritmi e percussioni capace di coinvolgere il pubblico, mentre i canti intrecciano storie e melodie che traggono ispirazione dal ricco repertorio Mandinka. Fondati nel 1978 dal maestro di balafon Mahama Konaté, i Farafina hanno conquistato una notorietà mondiale negli anni Ottanta e Novanta grazie alla loro capacità di espandere e aprire all’esterno la loro musica; un’apertura mentale che li ha portati a sperimentare nuove forme suonando e registrando con musicisti come Jon Hassell, i Rolling Stones, Ryuichi Sakamato, Billy Cobham, oltre a esibirsi su palchi prestigiosi come il Montreux Jazz Festival e al famoso mega concerto per il settantesimo compleanno di Nelson Mandela, l’11 giugno 1988 allo stadio di Wembley. Il gruppo divenne un’icona di un genere musicale allora nuovo, la “world music”, e tale è rimasto anche quando il suo fondatore l’ha lasciato per dedicarsi alla sua attività di insegnante di musica. Perché Farafina è anche sinonimo di una scuola di musica e danza a Bobo-Dioulasso (la seconda città del Burkina-Faso per numero di abitanti) che costituisce un solido bacino di musicisti per un ensemble che si riforma e rigenera continuamente. Abdoul Kader Khaled Bambara, Fatoumata Dembele Roskamp, Mabourou Diarra, Ibrahim Diarra, Adama Koeta, Dedou Sanogo, Souleymane Sanou, Bakari Traore sono i componenti del gruppo attesi sul palco di Time in Jazz lunedì 14.

Riflettori puntati, nella seconda parte della serata, sui Savana Funk,formazione che incarna l’essenza della live band con jam incendiarie, groove irresistibili e un’invidiabile presenza scenica. I suoi membri, Aldo Betto (chitarra), Blake Franchetto (basso) e Youssef Ait Bouazza (batteria), si sono incontrati a Bologna nella primavera del 2015, e spinti da un’immediata sintonia umana e musicale hanno dato forma al progetto, iniziando subito a scrivere musica, sperimentare idee e metterle in pratica attraverso molti live. Autoprodotto, il primo album, “Musica Analoga”, esce nel 2016, a febbraio 2017 il secondo, “Savana Funk”, il terzo a settembre 2018, “Bring in the New”, che raccoglie ottimi riscontri di pubblico e critica. Crescono e si moltiplicano gli impegni live per questa band che trova sul palco la sua dimensione congeniale per apprezzare lo spirito del gruppo e la sua formula: una commistione di musica africana, funk, blues, rock psichedelico, influenze jazzistiche e melodie forti. A giugno 2021 esce l’album “Tindouf” che apre la strada a una lunghissima tournée di oltre cento date in giro per il mondo, mentre è dello scorso ottobre l’ultima uscita discografica, “Ghibli”. A Berchidda i Savana Funk si presenteranno in compagnia di Willie Peyote, considerato una delle figure più interessanti della scena indie nazionale: un incontro, quello della band bolognese con il rapper e cantautore torinese, fra due mondi apparentemente lontani, che proporrà il meglio dei rispettivi repertori ma anche pezzi inediti scritti per questo progetto che approda sul palco di Time in Jazz dopo una recentissima serie di date in club.

  • Martedì 15

Come da tradizione, anche quest’anno Time in Jazz per Ferragosto pianta le tende nella campagna poco fuori Berchidda. La mattina trascorrerà con una serie di appuntamenti sotto gli alberi intorno alla chiesetta di Santa Caterina. Il primo, alle 10, è ormai un classico del festival e di Time to Children, la sua sezione dedicata ai bambini: “Gufo Rosmarino nel mondo di Amarilla”, una nuova storia della serie di racconti scritti e interpretati dall’attore e regista Giancarlo Biffi, con i contributi musicali di Paolo Fresu, della violinista Sonia Peana e della cantante Catia Gori.

A seguire, una tavola rotonda dal titolo esplicito, “L’organetto in Sardegna: generazioni a confronto”, che vedrà dialogare con il musicologo Fabio Calzia tre interpreti dello strumento a mantice così presente nella musica tradizionale isolana: Totore Chessa, Pierpaolo Vaccae il più giovane della compagnia, Giacomo Vardeu.

Pierpaolo Vaccasarà anche protagonista del momento musicale in programma intorno alle 11.30. Nato a Ovodda, in provincia di Nuoro, allievo del maestro Peppino Deiana, ha debuttato giovanissimo nelle piazze dell’isola, in rassegne, sagre e processioni, è entrato a far parte del gruppo folkloristico Oleri, ha fondato (nel 2011) i Folkaos, un gruppo combat folk, e porta avanti, insieme al chitarrista e cantante Giuseppe Muggianu, uno spettacolo dedicato ai cantautori italiani. Dal 2018 presenta uno spettacolo in solo, in cui la musica tradizionale sarda viene approcciata con uno stile personale caratterizzato dall’uso di effettistica elettronica. Nell’ottobre 2021 Paolo Fresu l’ha coinvolto nel lavoro teatrale “Tango Macondo”, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano con la regia di Giorgio Gallione, da cui è nato l’omonimo album assieme al trombettista di Berchidda e a Daniele di Bonaventura.

Un breve trasferimento porta il festival nella vicina chiesetta di San Michele per il tradizionale pranzo a base dei piatti tipici di Berchidda seguito nel pomeriggio da un’altra serie di appuntamenti. Il primo, alle 17, è la presentazione di“377 Project” diSebastiano Dessanay, illibro scaturito dal progetto artistico realizzato tra 2018 e il 2019 dal musicista sardo, che l’ha visto visitare tutti i comuni dell’isola, uno al giorno, viaggiando con il suo fido ukulele esclusivamente in bicicletta. Altro momento immancabile del Ferragosto di Time in Jazz, la gara poetica in limba sul tema del festival: condotta da Pier Sandro Pillonca, avrà per protagonisti Bruno Agus e DionigiBitti con l’accompagnamento musicale dei TenoresdiUlaTirso.

Di ritorno in paese, l’ultima serata del festival a Berchidda avrà un prologo – alle 19 in Piazzetta Riu Zocculu – affidato a un’autentica istituzione storica del posto: la Banda Musicale Bernardo De Muro, nata nel 1913 per volontà del parroco don Pietro Casu, e “palestra” di formazione musicale per tanti giovani talenti, compreso Paolo Fresu che ha mosso tra le sue file i primi passi del suo percorso artistico.

Poi, alle 21.30, si accenderanno per l’ultima volta in questa edizione i riflettori sul palco allestito in piazza del Popolo. Il concerto che terrà banco in quella che per tradizione è la serata più festosa del festival, è una produzione originale per Time in Jazz, che nasce dall’unione dei Colle der Fomento, formazione storica della scena hip hop nazionale, con Dj Craime il quartetto romanoLa Batteria. Una produzione in cui l’hip hop reinventa le sue radici fondendo rap e turntablism (l’arte di manipolare i suoni e creare nuova musica, effetti sonori e ritmi utilizzando due o più giradischi e un mixer DJ) con un sound che pesca a piene mani dalle colonne sonore e dalle sonorizzazioni italiane degli anni Sessanta e Settanta; il progetto vede le rime dei due rapper del Colle der Fomento, ovvero Danno (Simone Eleuteri) e Masito (Massimiliano Piluzzi), e Dj Baro (Alessandro Tamburrini), incontrarsi su un terreno inedito, architettato dai quattro musicisti de La Batteria (Emanuele Bultrini alle chitarre, Stefano Vicarelli al piano e ai sintetizzatori, Paolo Pecorelli al basso e David Nerattini alla batteria), insieme al fiorentino Dj Craim (Lorenzo Fortino), classe 1987, ex enfant prodige del giradischi, vincitore di innumerevoli DJ Battles, e specializzato nella fusione di mondi musicali apparentemente distanti, come reggae e scratch music, rap e punk/hardcore. Un incontro musicale che vuole uscire dagli schemi, facendo largo a nuove tendenze musicali, in cui l’attitudine all’improvvisazione e alla sperimentazione, tipica del jazz, si ritrova e si rinnova costantemente, con lo sguardo sempre rivolto al futuro, come suggerisce il titolo di questa edizione di Time in Jazz.

A precedere il concerto, alle 21.15, la consegna del premio Biorepack in Jazz, organizzato insieme all’omonimo consorzio per il riciclo degli imballaggi in plastica biodegradabile e compostabile che viene assegnato all’artista più visionaria o visionario presente al festival. Per questa seconda edizione, la scelta è ricaduta sul giovanissimo organettista Giacomo Vardeu, che riceverà l’onorificenza dalle mani di Paolo Fresu e del presidente di Biorepack Marco Versari.

  • Mercoledì 16 agosto

Gli ultimi impegni a Berchidda, la mattina di mercoledì 16, sono anche quest’anno alMuseo del Vino, dove è in programma alle 11.30 la presentazione e degustazione della nuova linea Luce delle Cantine Giogantinu. A seguire, la presentazione di “Time in Jazz Diary 2022”, il progetto editoriale che ripercorre la passata edizione del festival attraverso l’obiettivo del fotografo Fabio Lovino.

Poi, nel tardo pomeriggio, trasferimento sulla costa, in quello che è ormai da diverse edizioni il “teatro” dell’ultimo atto del festival: la Peschiera di San Teodoro. Protagonisti Paolo Fresu, Daniele di Bonaventuraal bandoneon e Pierpaolo Vaccaall’organetto con le musiche di “Tango Macondo”, lo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano per la regia di Giorgio Gallione. Fresu e di Bonaventura (già protagonisti insieme alle voci corse del coro A Filetta del riuscito progetto “Mistico Mediterraneo” e dell’omonimo disco pubblicato dall’etichetta ECM), allargano dunque la dimensione più ristretta del loro riuscito connubio artistico all’organetto creativo di Vacca, che in “Tango Macondo” comunica il profondo ed estraniante senso onirico che contraddistingue appunto il lavoro teatrale. Un concerto-sogno di grande effetto che vive di poesia, intimismo e di quelle piccole cose capaci di raccontare i colori dell’universo musicale contemporaneo.

  • FestivalBar

Dopo i positivi riscontri degli anni scorsi, ritorna il FestivalBar curato da Luca Devito, la vetrina di formazioni e solisti ospitata dai bar berchiddesi, trasformati per l’occasione in piccoli club di musica all’aperto. Ad aprire la serie, questo martedì al bar K2 (21.30), sarà Riccardo Moretti con la sua performance sperimentale TribalNeed: una fusione di sintetizzatori analogici, didgeridoo, percussioni, hang drum, giocattoli per bambini, beat-boxing e loop station. Lo stesso progetto sarà di scena anche le due sere successive, al Muretto Cafè (mercoledì) e al Jolly Cafè (giovedì).

Sonorità oniriche, minimaliste, ma dagli echi e richiami mediterranei, caratterizzano le esplorazioni del trombone solo di Federico Fenu, musicista isolano con profonde radici nella sua terra, di scena venerdì al Cafè Rosè e sabato al Jazz Pub (alle 20). Sperimentazione e improvvisazione sono la cifra anche del polistrumentista e percussionista Gabriele Pollina, che fonde le melodie ipnotiche dell’Handpan, particolare strumento a percussione a doppia campana di acciaio, con beat elettronici suonati dal vivo: domenica 13 al Museo del Vino e lunedì 14 al Bar Centrale (con inizio alle 20 in entrambe le occasioni). Chiude la serie di ospiti del FestivalBar, e ultimissimo atto del trentaseiesimo Time in Jazz, il duo Sprigucomposto da Andrea Sanna e Marco Coa: due Fender Rhodes a confronto, speculari, in un viaggio che oscilla tra la psichedelia e l’elettronica d’avanguardia; il 16 agosto al Bar della Piazza (ore 22).

  • Time After Time

Forte del successo delle scorse edizioni, si rinnova per il quarto anno consecutivo l’appuntamento con Time After Time, lo spazio dopoconcerto nella piazzetta adiacente il palco centrale in Piazza del Popolo, curato dal batterista berchiddese Nanni Gaias: da venerdì a lunedì 14, il suo trio con Giuseppe Spanu alla chitarra e Pier Piras al basso, farà da resident band tutte le sere, da mezzanotte in poi, con un artista di volta in volta diverso, in una serie di progetti ospitati dal centro di produzione Insulae Lab (il centro di produzione della musica jazz e della creatività artistica delle isole del mediterraneo, ideato, firmato e fortemente voluto dall’Associazione Time in Jazz, con la direzione artistica di Paolo Fresu).

Si comincia venerdì col pioniere e innovatore del beatbox Alien Dee; la sera dopo (sabato 12) è di scena il rapper sassarese Don Malo con i suoi testi in sardo logudorese che trattano tematiche sociali e di rivolta. Sonorità blues, funk e afrobeat vedono il ritorno (domenica 13) del cantante e chitarrista emiliano Stefano Barigazzi, già a Berchidda nel 2020; infine (lunedì 14) ritmi funk e rock, influenze balcaniche ed esotiche caratterizzano la fusione con gli ottoni della Rusty Brass Band, già protagonista delle parate per le vie di Berchidda, tutte le sere prima dei concerti in piazza del Popolo.

  • Time to Read

Anche quest’anno il festival propone un ventaglio di varie iniziative accanto alla ricchissima proposta di concerti. Un capitolo di rilievo è quello dedicato ai libri e alla lettura: Time to Read (questo il titolo) si propone come una vera e propria rassegna letteraria all’interno del festival, con presentazioni editoriali, incontri e dialoghi con gli autori, momenti di approfondimento e riflessione. Particolarmente ragguardevole, in questa edizione, il parterre degli ospiti che si avvicenderanno di giorno in giorno nella cornice verde di “Sa colte ‘e su ‘oltiju”, il giardino adiacente a Sa Casara, l’ex caseificio che da anni è la sede dell’associazione Time in Jazz a Berchidda.

Il primo appuntamento è con Malika Ayane, che mercoledì mattina (ore 11), prima di raggiungere nel pomeriggio L’Agnata per il suo concerto in omaggio a Fabrizio De André, presenterà – a colloquio con Alessandra Ghiani – il suo primo lavoro letterario, “Ansia da felicità“, pubblicato lo scorso maggio da Rizzoli: una raccolta di racconti i cui protagonisti vivono in un costante stato di “ansia da felicità”, appunto, in una realtà sfumata e mutevole. Malika Ayane esplora gli stati d’animo e le dinamiche che guidano le loro giornate, la complessità delle relazioni umane e la ricerca della felicità dei personaggi da lei creati.

Venerdì 11 (alle 19) sarà quindi la volta di Vanni Lai con il suo romanzo “La cantadora“, edito quest’anno da Minimum fax. Ambientato nella Sardegna di inizio Novecento, racconta la vita di Candida Mara, la prima donna del canto a chitarra, che sfidò una società maschilista e conservatrice con le sue scelte di vita. Figura enigmatica, manesca e attaccabrighe, adorata e detestata, che nonostante la sua affascinante personalità è stata dimenticata e cancellata dalla memoria collettiva, per ignoranza e vergogna. La trama si sviluppa attraverso la ricerca di uno scrittore fallito appassionato di western, che cerca di scoprire la verità su Candida Mara tra archivi polverosi, l’omertà degli anziani e i depistaggi di strani musicologi. Ad Antonella Brianda il compito di condurre l’incontro con Vanni Lai.

L’indomani, sabato 12 (sempre alle 19), Paolo Crepet, in dialogo con Paolo Fresu, presenta invece “Prendetevi la luna“, ancora fresco di stampa per i tipi della Mondadori. Lo psichiatra e sociologo affronta qui nuovamente i temi che gli sono più cari, l’educazione, la scuola, la famiglia, con uno scopo chiaro: fornire un valido strumento per orientarsi al di là delle sfumature oscure che offuscano la speranza, come un fitto velo di nubi può oscurare la luna. Ecco perché invita i giovani, ma anche coloro che non lo sono più, a prendersi la luna. Ciascuno la propria, naturalmente.

Dopo “la cantadora” raccontata da Vanni Lai, un’altra cantante controversa e affascinante sarà al centro dell’incontro di domenica 13 (ore 19), affidato alla conduzione di Simone Cavagnino, con Barbara Baraldi e il suo “Il fuoco dentro. Janis Joplin. Il romanzo“ (Giunti Editore, 2023), protagonista una delle artiste più iconiche del rock di tutti i tempi con i suoi eterni conflitti: il desiderio di una vita normale e l’attrazione feroce del successo, la brama di amore e la solitudine al di fuori del palcoscenico, la disperazione cosmica e il tentativo di placarla nell’abbraccio dolce ma spietato dell’eroina. E poi il rapporto di Janis Joplin con altre icone come Jim Morrison, Leonard Cohen, Jimi Hendrix. E su tutto la musica, l’estrema rivalsa, la via di salvezza, la dea consolatrice a cui sacrificare l’anima.

La musica sarà al centro anche dell’appuntamento di lunedì 14 attraverso le pagine di “Colle der Fomento – Solo amore“ (Minimum fax, 2022), che narrano la storia e il percorso artistico di Simone “Danno” Eleuteri e Massimiliano “Masito” Piluzzi, fondatori di uno dei gruppi rap più influenti e rispettati, i Colle der Fomento, appunto. Attraverso le loro parole, stimolate e raccolte da Fabio Piccolino, il libro ripercorre ed esplora le tante collaborazioni, le aperture e gli scontri artistici, e i quattro album che hanno segnato l’underground italiano, offrendo uno sguardo approfondito sulle radici del rap italiano e romano: dalle adunate in piazzale Flaminio dei primi anni Novanta, all’assalto e alla conquista degli spazi dove esibirsi, alla piena maturità di un genere che ha inciso profondamente sui linguaggi musicali nel nostro paese. A Berchidda saranno proprio Simone “Danno” Eleuteri e Massimiliano “Masito” Piluzzi a parlarne e a raccontarsi, in dialogo con Luca Devito, alla vigilia del concerto che l’indomani vedrà sul palco di Piazza del Popolo i Colle der Fomento insieme a Dj Craim e al quartetto La Batteria.

A Ferragosto, per il suo penultimo appuntamento Time to Read si trasferisce alla chiesetta campestre di San Michele, appena fuori dal paese: qui, alle 17, il musicista e compositore Sebastiano Dessanay, in conversazione con Giovanni Dessole, presenta il suo libro “377 Project“ (Touring Club, 2022), dove racconta l’avventuroso progetto artistico che l’ha portato ad attraversare in quattordici mesi, dal 26 ottobre del 2018 al 21 dicembre del 2019, la Sardegna, facendo tappa nei trecentosettantasette comuni dell’isola, viaggiando esclusivamente in bicicletta e con un ukulele basso, per raccontare la sua terra in suoni, parole e immagini.

Parole ma soprattutto immagini in “Time in Jazz Diary 2022”, racconto fotografico di Fabio Lovino che attraverso i suoi scatti ha catturato volti, emozioni e suggestioni della passata edizione del festival. Una prospettiva visiva di Time in Jazz per comprendere meglio la magia dell’evento e delle performance musicali. A Paolo Fresu il compito di moderare la presentazione, in programma il 16 mattina intorno a mezzogiorno al Museo del Vino.

A seguire, subito dopo, l’ultimo appuntamento di Time to Read è con “Aurora sarda“, il romanzo scritto cent’anni fa (e riedito quest’anno da Ilisso) di Pietro “Pedru” Casu (1878 – 1954), parroco, letterato e studioso della lingua del suo paese, Berchidda: una delle figure più significative della cultura sarda della prima metà del Novecento. La storia è ambientata nel Campidano di Oristano, dove attentati, amori contrastati e vecchi rancori si intrecciano con la realizzazione della monumentale diga di Santa Chiara, simbolo della modernizzazione, che porterà energia elettrica e irraggiamento ai campi, ma creando anche tensioni e controversie tra coloro che rischiano di perdere le proprie terre. A discutere dell’opera di Pietro Casu e condividere riflessioni sulla storia e la cultura della Sardegna descritta nel libro, il 16 al Museo del Vino, saranno Gonaria Floris, Giuseppe Soddu, Bastianina Calvia e ancora Paolo Fresu.

  • Time to Children

Imparare grazie alla bellezza, alla relazione e alla condivisione: questi i pilastri su cui si basa Time to Children, il progetto di educazione musicale dedicato alle bambine e ai bambini in seno all’ampio contesto del festival; un’iniziativa ideata da Paolo Fresu e dalla violinista e didatta Sonia Peana, con la consulenza di Catia Gori, patrocinata dall’associazione Il Jazz va a Scuola e sviluppata da Time in Jazz con il sostegno del Banco di Sardegna.

Anche quest’anno, e tanto piùin un’edizione di Time in Jazz intitolata “Futura”, con un esplicito intento di guardare alle nuove generazioni, non poteva mancare uno spazio ad hoc per i più piccoli: da giovedì10 a lunedì 14 agosto, negli spazi verdi di“Sa colte ‘e s’ Oltijiu”, il giardino accanto a Sa Casara (l’ex caseificio oggi sede dell’associazione Time in Jazz), bambine e bambini, ragazze e ragazzi (ma anche adulti) saranno accompagnati, attraverso spettacoli, laboratori, flashmob e mostre, alla scoperta della musica jazz e popolare, degli strumenti musicali, della multisensorialità e della musica come condivisione.

A guidarli, educatrici e educatori musicali come l’esperta di body percussion Eliana Danzì con il suo laboratorio “La Musica che ho”, e come il musicoterapeuta e rumorista Luca Gambertoglio con la storia sonora “I Cassetti di Elena”; un altro racconto in musica è “Come una Stella”, che vede il gradito ritorno del chitarrista e scrittore Reno Brandoni; anche il teatro entra in scena a Time to Children, con gli attori Paolo Li Volsi e Irene Villa e il laboratorio–spettacolo “Ci sarà una volta…storie di domani”, e con l’immancabile appuntamento di ferragosto con l’attore Giancarlo Biffi e i suoi racconti di Gufo Rosmarino.

Il virtuoso dell’ocarina Fabio Galliani, porta in dote due laboratori inseriti nel progetto “Musica e Ambiente”, che vede Time to Children rinnovare la collaborazione con La Fondazione Raul Gardini e con Novamont, che hanno provveduto alla realizzazione delle ocarine in mater-Bi utilizzate nei laboratori. Ancora tanta musica, con la partecipazione di alcuni dei protagonisti del festival Time in Jazz, come il gruppo del Burkina Faso Farafinacon il laboratorio “Doum Doum”, il pianista Francesco Cavestri con i suoi parallelismi tra jazz e hip hop, il duo GuerzonCellos dei violoncellisti Enrico e Tiziano Guerzoni, padre e figlio; e poi ancora i percorsi de “L’Arte dei bambini” a cura di Maria Abis con i racconti dialogati e animati di Claudia Pupillo.

Ad affiancare la parte laboratoriale, anche due mostre allestite negli spazi di “Sa Casara”, visitabili per tutta la durata del festival: “Crescendo”, che espone le immagini del libro omonimo dedicato alle mamme in attesa, illustrato da Alessandro Sanna e musicato da Paolo Fresu (Gallucci editore, 2019), e “L’arte dei bambini”, nata nell’ambito di un progetto nazionale curato dall’associazione “Dis-ordine” di Ravenna e dall’Associazione Nazionale “Il Jazz va a scuola”, che coinvolge le scuole primarie e dell’infanzia di Berchidda e che le lega a doppio filo alla città di Ravenna.

Al dialogo con le nuove generazioni attraverso la musica è dedicato anche il progetto Play It Again, nato da un’idea del cantante e conduttore radiofonico Nick The Nightfly per dare nuova vita agli strumenti musicali inutilizzati, donandoli a scuole e a privati che non hanno la possibilità di acquistarli. Time in Jazz e Time to Children vogliono fare loro questo progetto invitando tutti, in occasione di questa edizione del festival, ad offrire i propri strumenti inutilizzati al fine di poterli eventualmente restaurare e consegnare alle piccole e ai piccoli musicisti con l’intento di fare nascere una piccola “Time in Jazz Orchestra”.

Tutte le attività di Time to Children sono gratuite, ma occorre prenotare via mail scrivendo a timetochildren@gmail.com.

  • Biglietti e abbonamenti

Tutti gli appuntamenti, come di consueto, sono a ingresso gratuito, ad eccezione dei concerti in programma da venerdì 11 a martedì 15 sul palco di Piazza del Popolo a Berchidda e di quello di Malika Ayane a L’Agnata del 9 agosto,fuori abbonamento e già da subito sold out.

Il biglietto intero per ciascuna serata, in prevendita su Vivaticket, costa 25 euro, ridotto a 22per gli spettatori sopra i 65 anni e quelli sotto i 26, per i soci di Time in Jazz e del Touring Club. Sempre su Vivaticket si possono acquistare gli abbonamenti per l’ingresso a tutt’e cinque le serate in Piazza del Popolo: 110 euro il prezzo intero, ridotto a 100. A tutti i prezzi di biglietti e abbonamenti vanno aggiunti i diritti di prevendita.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie sul festival sono disponibili sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Telegram e sul sito www.timeinjazz.it.

La trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri che aderiscono al festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Biorepack, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di Bibanca,Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo e Consorzio Puntaldia. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili.

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Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Umberto I, 37 • 07022 Berchidda
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Ufficio stampa:
RICCARDO SGUALDINI • cell. 347 83 29 583 • e-mail: tagomago.1@gmail.com
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Non solo musica al festival Time in Jazz: presentazioni editoriali, incontri e dialoghi con gli autori, momenti di approfondimento e riflessione nello spazio Time to Read dedicato ai libri e alle idee. Tra gli ospiti Malika Ayane, Paolo Crepet e Barbara Baraldi. https://timeinjazz.it/associazione/2023/08/03/non-solo-musica-al-festival-time-in-jazz-presentazioni-editoriali-incontri-e-dialoghi-con-gli-autori-momenti-di-approfondimento-e-riflessione-nello-spazio-time-to-read-dedicato-ai-li/ Thu, 03 Aug 2023 12:48:19 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=8204 Non solo musica a Time in Jazz: anche quest’anno, alla sua edizione numero trentasei, in programma dall’8 al 16 agosto, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nella sua Berchidda (Ss) e negli altri centri del nord Sardegna coinvolti, propone un ventaglio di varie iniziative accanto alla ricchissima proposta di concerti. Un capitolo di rilievo è quello dedicato ai libri e alla lettura: Time to Read (questo il titolo) si propone come una vera e propria rassegna letteraria all’interno del festival, con presentazioni editoriali, incontri e dialoghi con gli autori, momenti di approfondimento e riflessione.

Particolarmente ragguardevole, in questa edizione, il parterre degli ospiti che si avvicenderanno di giorno in giorno nella cornice verde di “Sa colte ‘e su ‘oltiju”, il giardino adiacente a Sa Casara, l’ex caseificio che da anni è la sede dell’associazione Time in Jazz a Berchidda.

Il primo appuntamento è con Malika Ayane, che la mattina di mercoledì 9 (ore 11), prima di raggiungere nel pomeriggio L’Agnata per il suo concerto in omaggio a Fabrizio De André in quella che è stata la residenza del cantautore genovese, presenterà – a colloquio con Alessandra Ghiani – il suo primo lavoro letterario, “Ansia da felicità“, pubblicato lo scorso maggio da Rizzoli: una raccolta di racconti i cui protagonisti vivono in un costante stato di “ansia da felicità”, appunto, in una realtà sfumata e mutevole. Malika Ayane esplora gli stati d’animo e le dinamiche che guidano le loro giornate, la complessità delle relazioni umane e la ricerca della felicità dei personaggi da lei creati.

Venerdì 11 (alle 19) sarà quindi la volta di Vanni Lai con il suo romanzo “La cantadora“, edito quest’anno da Minimum fax. Ambientato nella Sardegna di inizio Novecento, racconta la vita di Candida Mara, la prima donna del canto a chitarra, che sfidò una società maschilista e conservatrice con le sue scelte di vita. Figura enigmatica, manesca e attaccabrighe, adorata e detestata, che nonostante la sua affascinante personalità è stata dimenticata e cancellata dalla memoria collettiva, per ignoranza e vergogna. La trama si sviluppa attraverso la ricerca di uno scrittore fallito appassionato di western, che cerca di scoprire la verità su Candida Mara tra archivi polverosi, l’omertà degli anziani e i depistaggi di strani musicologi. Ad Antonella Brianda il compito di condurre l’incontro con Vanni Lai.

L’indomani, sabato 12 (sempre alle 19), Paolo Crepet, in dialogo con Paolo Fresu, presenta invece “Prendetevi la luna“, ancora fresco di stampa per i tipi della Mondadori. Lo psichiatra e sociologo affronta qui nuovamente i temi che gli sono più cari, l’educazione, la scuola, la famiglia, con uno scopo chiaro: fornire un valido strumento per orientarsi al di là delle sfumature oscure che offuscano la speranza, come un fitto velo di nubi può oscurare la luna. Ecco perché invita i giovani, ma anche coloro che non lo sono più, a prendersi la luna. Ciascuno la propria, naturalmente.

Dopo “la cantadora” raccontata da Vanni Lai, un’altra cantante controversa e affascinante sarà al centro dell’incontro di domenica 13 (ore 19), affidato alla conduzione di Simone Cavagnino, con Barbara Baraldi e il suo “Il fuoco dentro. Janis Joplin. Il romanzo“ (Giunti Editore, 2023), protagonista una delle artiste più iconiche del rock di tutti i tempi con i suoi eterni conflitti: il desiderio di una vita normale e l’attrazione feroce del successo, la brama di amore e la solitudine al di fuori del palcoscenico, la disperazione cosmica e il tentativo di placarla nell’abbraccio dolce ma spietato dell’eroina. E poi il rapporto di Janis Joplin con altre icone come Jim Morrison, Leonard Cohen, Jimi Hendrix. E su tutto la musica, l’estrema rivalsa, la via di salvezza, la dea consolatrice a cui sacrificare l’anima.

La musica sarà al centro anche dell’appuntamento di lunedì 14 attraverso le pagine di “Colle der Fomento – Solo amore“ (Minimum fax, 2022), che narrano la storia e il percorso artistico di Simone “Danno” Eleuteri e Massimiliano “Masito” Piluzzi, fondatori di uno dei gruppi rap più influenti e rispettati, i Colle der Fomento, appunto. Attraverso le loro parole, stimolate e raccolte da Fabio Piccolino, il libro ripercorre ed esplora le tante collaborazioni, le aperture e gli scontri artistici, e i quattro album che hanno segnato l’underground italiano, offrendo uno sguardo approfondito sulle radici del rap italiano e romano: dalle adunate in piazzale Flaminio dei primi anni Novanta, all’assalto e alla conquista degli spazi dove esibirsi, alla piena maturità di un genere che ha inciso profondamente sui linguaggi musicali nel nostro paese. A Berchidda saranno proprio Simone “Danno” Eleuteri e Massimiliano “Masito” Piluzzi a parlarne e a raccontarsi, in dialogo con Luca Devito, alla vigilia del concerto l’indomani vedrà sul palco di Piazza del Popolo i Colle der Fomento insieme a Dj Craim e al quartetto La Batteria.

A Ferragosto, per tradizione, il festival va in gita nelle chiesette campestri di Santa Caterina e San Michele, appena fuori dal paese. Nella seconda, alle 17, il musicista e compositore Sebastiano Dessanay, in conversazione con Giovanni Dessole, presenta il suo libro “377 Project“ (Touring Club, 2022), dove racconta l’avventuroso progetto artistico che l’ha portato ad attraversare in quattordici mesi la Sardegna, facendo tappa nei trecentosettantasette comuni dell’isola, viaggiando esclusivamente in bicicletta e con un ukulele basso, per raccontare la sua terra in suoni, parole e immagini.

Parole ma soprattutto immagini in “Time in Jazz Diary 2022”, racconto fotografico di Fabio Lovino che attraverso i suoi scatti ha catturato volti, emozioni e suggestioni della passata edizione del festival. Una prospettiva visiva di Time in Jazz per comprendere meglio la magia dell’evento e delle performance musicali. A Paolo Fresu il compito di moderare la presentazione, in programma il 16 mattina intorno a mezzogiorno al Museo del Vino.

A seguire, subito dopo, l’ultimo appuntamento di Time to Read è con “Aurora sarda“, il romanzo scritto cent’anni fa (e riedito quest’anno da Ilisso) di Pietro “Pedru” Casu (1878 – 1954), parroco, letterato e studioso della lingua del suo paese, Berchidda: una delle figure più significative della cultura sarda della prima metà del Novecento. La storia è ambientata nel Campidano di Oristano, dove attentati, amori contrastati e vecchi rancori si intrecciano con la realizzazione della monumentale diga di Santa Chiara, simbolo della modernizzazione, che porterà energia elettrica e irraggiamento ai campi, ma creando anche tensioni e controversie tra coloro che rischiano di perdere le proprie terre. A discutere dell’opera di Pietro Casu e condividere riflessioni sulla storia e la cultura della Sardegna descritta nel libro, il 16 al Museo del Vino, saranno Gonaria Floris, Giuseppe Soddu, Bastianina Calvia e ancora Paolo Fresu.

Tutti gli appuntamenti di Time to Read sono aperti al pubblico gratuitamente. Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie sul festival sono disponibili sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Telegram e sul sito www.timeinjazz.it.

La trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri che aderiscono al festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di Bibanca,Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo, Consorzio Puntaldia, Scuola Holden e Biorepack. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili.

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RICCARDO SGUALDINI • cell. 347 83 29 583 • e-mail: tagomago.1@gmail.com
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GIANPIETRO GIACHERY • cell. 338 32 88 620 • e-mail: gianpietro.giachery@gmail.com

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Viddalba https://timeinjazz.it/associazione/2023/07/28/viddalba/ Fri, 28 Jul 2023 14:38:28 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=8163
Stemma del comune di Viddalba

Il comune chiamato Viddalba (nome gallurese Vidda ‘ecchja, altezza metri 30 sul livello del mare, abitanti 1.611 al 31 dicembre 2021) è l’ultimo paese appartenente alla regione storica della Gallura, ed è l’unico che, invece di appartenere alla Provincia di Sassari, appartiene a quella di Sassari. Sorge nella parte centrale della Provincia di Sassari, nell’entroterra della costa, ed era stata prima una frazione Aggius, ed ha poi raggiunto l’autonomia amministrativa nel 1975. Il paese si trova adagiato nella piana del fiume Coghinas, rigogliosa e fertile, sulla riva destra del fiume una volta del tutto navigabile, ed ancora oggi ancora ottimo per i canoisti che lo possono discendere da Casteldoria fino alla foce. Il territorio comunale presenta un profilo geometrico irregolare, con variazioni altimetriche molto accentuate, che vanno da un minimo di 3 a un massimo di 911 metri sul livello del mare.

La sua economia si basa sull’attività agricola e zootecnica, oltre che su una discreta produzione industriale.

Le principali feste e sagre che si svolgono a Viddalba
A Viddalba è attivo il Coro di Viddalba, che si esibisce nelle diverse manifestazioni che si svolgono nella località e nei dintorni. Tra le principali principali feste e sagre che si svolgono a Viddalba citiamo il 20 gennaio, si tiene la Festa di San Gavino a monte; generalmente la seconda domenica di maggio si celebra la Festa della Patrona, la Madonna di Pompei la penultima domenica di maggio, la Festa di San Leonardo;

Centro Impianti Sportivi di Viddalba

Alla rotonda sulla via Antonio Gramsci prendiamo la terza uscita, sulla sinistra, che è la via Tempio, la seguiamo per circa centocinquanta metri, poi, prima che la strada fiancheggi il Centro Impianti Sportivi di Viddalba, prendiamo verso la destra la via laigheddu, che, in una cinquantiva di metri, ci porta, alla sinistra della strada, all’ingresso degli impianti. All’interno si trova un Campo da calcio, con tribune in grado di ospitare 300 spettatori, un Campo da calcetto ossia di calcio a cinque, e due campi da tennis.

Il Civico Museo Archeologico

Civico Museo Archeologico

Sempre con ingresso da via Giovanni Maria Angioy, alle spalle del palazzo del Municipio, sul verde e rigoglioso giardino, si trova il Civico Museo Archeologico che raccoglie numerose testimonianze archeologiche del territorio di Viddalba, ospitato in un edificio in cui trova posto anche la Biblioteca, costituendo così un riferimento culturale completo per il paese. Esso raccoglie reperti che vanno dal Neolitico Recente all’epoca medievale, rinvenuti principalmente nella vicina necropoli in zona San Leonardo, oltre la riva destra del fiume Coghinas che costeggia il paese. Al periodo preistorico risalgono strumenti in pietra e contenitori in terracotta e dell’Età del Bronzo reperti provenienti dall’area di San Leonardo. La sezione romana è rappresentata da reperti di epoca repubblicana, da corredi funebri e circa ottanta stele litiche figurate, rinvenute anch’esse nella necropoli romana di San Leonardo. Queste costituivano il segno di identificazione di tombe ad incinerazione risalenti dalla fine primo secolo avanti Cristo alla prima Età Imperiale, la loro forma è sia rettangolare che trapezoidale, e la lastra riporta il ritratto del personaggio defunto. Nel Museo l’età medievale è rappresentata, invece, da reperti rinvenuti nella chiesa di San Giovanni.

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Colle der Fomento, La Batteria e Dj Craim senza Kaos la sera di Ferragosto a Berchidda per Time in Jazz. https://timeinjazz.it/associazione/2023/06/29/colle-der-fomento-la-batteria-e-dj-craim-senza-kaos-la-sera-di-ferragosto-a-berchidda-per-time-in-jazz/ Thu, 29 Jun 2023 16:52:11 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=8084 Non ci sarà Kaos nel cast di Good Old Boys Grand Orchestra, la produzione originale di Time in Jazz con il gruppo Colle der Fomento,Dj Craim e il quartetto La Batteria che la sera di Ferragosto chiuderà la serie di concerti in programma a Berchidda (Ss) per il trentaseiesimo festival diretto da Paolo Fresu. Il rapper casertano non potrà infatti partecipare alle prove preparatorie e all’evento in terra sarda per seguire una fisioterapia articolare sino alla fine di agosto. Con l’assenza di Kaoscambia il titolo del progetto, ora tutto nel segno dei suoi protagonisti: Colle der Fomento + La Batteria + Dj Craim.

Su Vivaticket prosegue intanto la prevendita dei biglietti per questa e per le altre quattro serate diTime in Jazz (tutte con inizio alle 21.30) in programma sul palco “centrale” del festival, quello allestito in Piazza del Popolo a Berchidda (Ss). Ad aprirle, venerdì 11 agosto, sarà “popOFF!”, un omaggio alle musiche per bambini e all’infanzia, selezionate dal vasto repertorio dello Zecchino d’Oro e reinterpretate in chiave jazz da Paolo Fresu e la cantante Cristina Zavalloni, affiancati da Cristiano Arcelli ai sassofoni, Dino Rubino al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso e il quartetto d’archi Alborada.

Doppio appuntamento la sera dopo, sabato 12. Protagonista del primo la pianista Sade Mangiaracina con un omaggio a Lucio Dalla, l’indimenticabile cantautore bolognese che ha ispirato il tema e il titolo di questa edizione di Time in Jazz, tratti dalla sua canzone “Futura”. Nella seconda parte della serata, l’attenzione si sposterà invece su uno dei principali esponenti della feconda scena musicale scandinava, il chitarrista norvegese Eivind Aarset con il suo quartetto composto da Audun Erlien al basso e i batteristi/percussionisti Wetle Holte e Erland Dahlen.

Due set in scaletta anche domenica 13 agosto. Apertura con il fisarmonicista francese Vincent Peirani, accompagnato dal chitarrista Federico Casagrande e da Ziv Ravitz alla batteria e alle tastiere, gli stessi musicisti presenti nel suo nuovo album, “Jokers”, che dà il titolo al concerto. A seguire, il ritorno a Berchidda di un amico di lunga data di Time in Jazz, Dhafer Youssef, che presenterà il repertorio della sua ultima uscita discografica, “Street of Minarets”. Accanto al musicista tunisino, suonatore di oud e cantante, ci saranno Mario Rom alla tromba, Daniel Garcia al piano e alle tastiere, Souaeli Mbappe al basso elettrico, Shayan Fathi alla batteria e Adriano Do Santos alle percussioni.

Un altro atteso ritorno a Berchidda, il prossimo agosto, sarà quello dei Farafina, il gruppo originario del Burkina Faso, già tra i protagonisti di Time in Jazz nel 1996 e nel 2002, che apriranno la serata di lunedì 14 con la loro coinvolgente miscela di suoni e ritmi a base di djembe, tama, chékere, sonagli e balafon. Riflettori puntati nella seconda parte sui Savana Funk, formazione bolognese che incarna l’essenza di una live band con le sue jam infuocate, groove irresistibili e una forte presenza scenica. Aldo Betto alla chitarra, Blake Franchetto al basso e Youssef Ait Bouazza alla batteria si esibiranno a Berchidda insieme al rapper e cantautore torinese Willie Peyote, una delle figure più interessanti della scena indie nazionale.

L’ultimo evento in programma sul palco di Piazza del Popolo, la sera di Ferragosto, sarà appunto il progetto che vedrà i Colle der Fomento – ovvero i rapper Danno (Simone Eleuteri) e Masito (Massimiliano Piluzzi) e Dj Baro (Alessandro Tamburrini) – formazione storica della scena hip hop nazionale, incontrarsi conDj Craim (Lorenzo Fortino) e il quartetto romano La Batteria (Emanuele Bultrini alle chitarre, Stefano Vicarelli al piano e ai sintetizzatori, Paolo Pecorelli al basso e David Nerattini alla batteria).

Il biglietto intero per ciascuna serata costa 25 euro, ridotto a 22per gli spettatori sopra i 65 anni e quelli sotto i 26, per i soci di Time in Jazz e del Touring Club. Sempre su Vivaticket si possono acquistare anche gli abbonamenti per l’ingresso a tutte le cinque serate in Piazza del Popolo: 110 euro il prezzo intero, ridotto a 100. A tutti i prezzi di biglietti e abbonamenti vanno aggiunti i diritti di prevendita. Come sempre, sono invece a ingresso gratuito tutti gli altri concerti dell’ampio cartellone del festival che si può consultare sul sito www.timeinjazz.it.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie sul festival sono disponibili sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Telegram e sul sito www.timeinjazz.it.

La trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri che aderiscono al festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione diBibanca,Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo, Consorzio Puntaldia, Scuola Holden e Biorepack. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili.
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Associazione culturale TIME IN JAZZ
via Umberto I, 37 • 07022 Berchidda
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Time in Jazz: da mercoledì 7 giugno su Vivaticket la prevendita dei biglietti per i concerti in programma a Berchidda (Ss) dall’11 al 15 agosto https://timeinjazz.it/associazione/2023/06/02/time-in-jazz-da-mercoledi-7-giugno-su-vivaticket-la-prevendita-dei-biglietti-per-i-concerti-in-programma-a-berchidda-ss-dall11-al-15-agosto/ Fri, 02 Jun 2023 14:45:20 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=8042 Dopo quella degli abbonamenti, aperta dal 21 aprile, prende il via mercoledì prossimo, 7 giugno alle 12, sempre su Vivaticket, la prevendita dei biglietti per il trentaseiesimo festivalTime in Jazz in programma a Berchidda (Ss) e negli altri centri e località del nord Sardegna in cui si snoderà dall’8 al 16 agosto: Arzachena, Banari, Bortigiadas, Buddusò, Budoni,  Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Mores, Oschiri, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Tempio Pausania, Tula e Viddalba.

L’ingresso, come sempre, è a pagamento solo per i concerti sul “palco centrale” del festival, quello allestito in Piazza del Popolo a Berchidda. Ad aprire la serie di cinque serate (tutte con inizio alle 21.30), venerdì 11 agosto, sarà “popOFF!”, l’omaggio alle musiche dedicate ai bambini e all’infanzia, scelte dal vasto repertorio dello Zecchino d’Oro e rielaborate in chiave jazz: artefici del progetto Paolo Fresu e la cantante Cristina Zavalloni, con Cristiano Arcelli ai sassofoni, Dino Rubino al pianoforte, Marco Bardoscia al contrabbasso e il quartetto d’archi Alborada.

Due concerti in programma sabato 12 agosto: protagonista del primo la pianista Sade Mangiaracina, talento in ascesa sulla scena jazzistica nazionale degli ultimi anni, con un omaggio a Lucio Dalla, l’indimenticabile cantautore bolognese al quale Time in Jazz deve spunto tematico e titolo di questa edizione, tratti dalla sua canzone “Futura”. Poi, nella seconda parte della serata, riflettori puntati su uno tra i maggiori esponenti della feconda scena musicale scandinava, il chitarrista norvegese Eivind Aarset, alla testa del suo quartetto con Audun Erlien al basso e i batteristi/percussionisti Wetle Holte e Erland Dahlen.

Doppio set in scaletta anche domenica 13 agosto: a salire per primo sul palco sarà il fisarmonicista francese Vincent Peirani, in trio con il chitarrista Federico Casagrande e Ziv Ravitz alla batteria e alle tastiere: gli stessi musicisti che lo affiancano nel suo ultimo disco, “Jokers”, che dà il titolo al concerto. A seguire, il gradito ritorno di un amico di lunga data di Time in Jazz, Dhafer Youssef, con il repertorio del suo nuovo album, “Street of Minarets”: ad affiancare il suonatore di oud (il liuto tipico della musica araba) e cantante tunisino, saranno Mario Rom alla tromba), Daniel Garcia al piano e alle tastiere, Souaeli Mbappe al basso elettrico, Shayan Fathi alla batteria e Adriano Do Santos alle percussioni.

Un altro atteso ritorno a Berchidda, il prossimo agosto, è quello dei Farafina, che apriranno la serata di lunedì14 con la loro coinvolgente miscela di sonorità e ritmi a base di djembe, tama, chékere, sonagli e balafon: il gruppo originario del Burkina-Faso sarà infatti nuovamente tra i protagonisti di Time in Jazz, dopo le sue apparizioni nel 1996 e nel 2002. Al centro dei riflettori nella seconda parte della serata i Savana Funk, formazione bolognese che incarna l’essenza della live band con le sue jam incendiarie, groove irresistibili e un’invidiabile presenza scenica. Aldo Betto (chitarra), Blake Franchetto (basso) e Youssef Ait Bouazza (batteria) si presenteranno a Berchidda in compagnia di Willie Peyote, il rapper e cantautore torinese considerato una delle figure più interessanti della scena indie nazionale.

Sipario sul palco di Piazza del Popolo la sera di Ferragosto:Good Old Boys Grand Orchestra è il progetto che terrà banco in quella che per tradizione è la festa di ogni edizione di Time in Jazz; una produzione originale per il festival diretto da Paolo Fresu che nasce dall’unione dei Colle der Fomento, formazione storica della scena hip hop nazionale, insieme a Kaos & Dj Craim – già protagonisti del progetto “Good Old Boys” che ha debuttato nel 2015 – stavolta in compagnia del quartetto romano La Batteria.

Il biglietto intero per ciascuna serata costa 25 euro, ridotto a 22per gli spettatori sopra i 65 anni e quelli sotto i 26, per i soci di Time in Jazz e del Touring Club. Sempre su Vivaticket si possono ancora acquistare gli abbonamenti per l’ingresso a tutt’e cinque le serate in Piazza del Popolo: 110 euro il prezzo intero, ridotto a 100. A tutti i prezzi di biglietti e abbonamenti vanno aggiunti i diritti di prevendita. Come sempre, sono invece a ingresso gratuito tutti gli altri concerti dell’ampio cartellone del festival che si può consultare sul sito www.timeinjazz.it.
Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie sul festival sono disponibili sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Telegram e sul sito www.timeinjazz.it.

La trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri che aderiscono al festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di Bibanca,Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo, Consorzio Puntaldia, Scuola Holden e Biorepack. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili.

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Time in Jazz, c’è già il tutto esaurito per Malika Ayane in concerto il 9 agosto a L’Agnata. https://timeinjazz.it/associazione/2023/05/12/time-in-jazz-ce-gia-il-tutto-esaurito-per-malika-ayane-in-concerto-il-9-agosto-a-lagnata/ Fri, 12 May 2023 14:29:23 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=8036 Ancora disponibili su Vivaticket gli abbonamenti per le serate del festival in programma in Piazza del Popolo a Berchidda.

C’è già il tutto esaurito per il concerto di Malika Ayane in programma il 9 agosto a L’Agnata nell’ambito del trentaseiesimo Time in Jazz: aperta mercoledì mattina, la prevendita ha infatti registrato il sold out nel breve giro di due giorni, confermando ancora una volta il successo dell’appuntamento con cui ogni edizione del festival diretto da Paolo Fresu rende omaggio a Fabrizio De André in quella che fu la sua dimora vicino a Tempio Pausania (SS) e che oggi è un rinomato boutique hotel immerso nella natura gallurese.

Esauriti, dunque, i biglietti per L’Agnata, sono invece ancora disponibili in prevendita su Vivaticket gli abbonamenti per i concerti di Time in Jazz in cartellone dall’11 al 15 nella Piazza del Popolo a Berchidda: 110 euro il prezzo intero, ridotto a 100 (le riduzioni sono valide pergli spettatori sopra i 65 anni e per quelli sotto i 26).

A inaugurare la serie di concerti sul “palco centrale” del festival, l’11 agosto, sarà “popOFF!”, un omaggio alle musiche dedicate ai bambini e all’infanzia, scelte dallo sconfinato repertorio dello Zecchino d’Oro e rielaborate in chiave jazz da Paolo Fresu con la cantante Cristina Zavalloni, ben coadiuvati da un organico che schiera il sassofonista Cristiano Arcelli, il pianista Dino Rubino, il contrabbassista Salvatore Maltana e gli archi del quartetto Alborada.

Doppio set sul palco di Piazza del Popolo la sera successiva (sabato 12 agosto): apre la pianista Sade Mangiaracina, talento in ascesa negli ultimi anni sulla scena jazzistica nazionale, con un omaggio a Lucio Dalla, al quale Time in Jazz deve il titolo di questa edizione, “Futura”. Riflettori puntati nella seconda parte della serata sul quartetto guidato da uno tra i maggiori protagonisti della feconda scena musicale scandinava, il chitarrista norvegese Eivind Aarset.

Due set in programma anche domenica 13: apertura affidata al fisarmonicista francese Vincent Peirani, in trio con il chitarrista Federico Casagrande e Ziv Ravitz alla batteria e alle tastiere: gli stessi musicisti che lo affiancano nel suo ultimo disco, “Jokers”, che dà il titolo al concerto. A seguire, il ritorno a Time in Jazz di Dhafer Youssef, il cantante e suonatore di oud, il liuto tipico della musica araba, con il repertorio del suo nuovo album, “Street of Minarets”: insieme al musicista tunisino saliranno sul palco di piazza del Popolo Mario Rom (tromba), Daniel Garcia (piano e tastiere), Souaeli Mbappe (basso elettrico), Shayan Fathi (batteria) e Adriano Do Santos (percussioni).

Altro atteso ritorno a Berchidda quello dei Farafina, in scena nella prima parte della serata del 14 agosto con il loro coinvolgente gioco pirotecnico di ritmi a base di djembe, tama, chékere, sonagli e balafon:il gruppo originario del Burkina-Faso sarà infatti nuovamente tra i protagonisti di Time in Jazz, dopo le sue apparizioni nel 1996 e nel 2002. Poi, riflettori puntati sui Savana Funk formazione che incarna l’essenza della live band con le sue jam incendiarie, groove irresistibili e un’invidiabile presenza scenica. A Berchidda la band bolognese si presenterà in compagnia del rapper e cantautore torinese Willie Peyote, considerato una delle figure più interessanti della scena indie nazionale.

Sipario sul palco di Piazza del Popolo la sera di Ferragosto: si intitola “Good Old Boys Grand Orchestra” l’evento che terrà banco in quella che per tradizione è la festa di ogni edizione di Time in Jazz; una produzione originale per il festival diretto da Paolo Fresu che nasce dall’unione dei Colle der Fomento, formazione storica della scena hip hop nazionale, insieme a Kaos & Dj Craim, già protagonisti del progetto “Good Old Boys” che ha debuttato nel 2015, stavolta insieme al quartetto romano La Batteria.

I biglietti per le singole serate in programma a Berchidda verranno posti in prevendita prossimamente, mentre l’ingresso sarà gratuito, come sempre, per tutti i concerti “in decentramento” nelle altre località e nei centri lungo cui si snoderà il trentaseiesimo festival Time in Jazz: Arzachena, Banari, Bortigiadas, Buddusò, Budoni, Cheremule, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Mores, Oschiri, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro e Tula.

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La trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri che aderiscono al festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo, Consorzio Puntaldia, Scuola Holden, Qobuz e Biorepack. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili.

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Time in Jazz: al via mercoledì 10 maggio su Vivaticket la prevendita dei biglietti per il concerto di Malika Ayane a L’Agnata. https://timeinjazz.it/associazione/2023/05/05/time-in-jazz-al-via-mercoledi-10-maggio-su-vivaticket-la-prevendita-dei-biglietti-per-il-concerto-di-malika-ayane-a-lagnata/ Fri, 05 May 2023 16:22:42 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=7996 Al via mercoledì 10 maggio (alle ore 10) su Vivaticket la prevendita dei biglietti per uno degli eventi immancabili e più attesi di ogni edizione del festival Time in Jazz, in programma dall’8 al 16 agosto a Berchidda (Ss) e negli altri quindici centri del nord Sardegna coinvolti quest’anno: il concerto a L’Agnata, la tenuta nei pressi di Tempio Pausania che fu la dimora in Sardegna di Fabrizio De André, oggi rinomato boutique hotel immerso nella natura; protagonista, anche stavolta, una voce femminile, Malika Ayane, che il 9 agosto aggiungerà la sua firma a quella degli artisti che l’hanno preceduta negli anni passati in questo omaggio, sempre speciale e affollatissimo di pubblico, all’indimenticabile cantautore genovese: Danilo Rea, Maria Pia De Vito, Rita Marcotulli, Gian Maria Testa, Ornella Vanoni, Morgan, Teresa De Sio, Cristiano De André e Tosca, tra gli altri.

Malika Ayane

Il concerto di Malika Ayane, con inizio alle 18, è presentato da Time in Jazz con il sostegno di Bibanca. Biglietti a 25 euro in prevendita su Vivaticket, dove è possibile acquistare anche gli abbonamenti per l’ingresso alle cinque serate del festival in programma a Berchiddadall’11 al 15 agosto: 110 euro il prezzo intero, ridotto a 100 (le riduzioni sono valide pergli spettatori sopra i 65 anni e per quelli sotto i 26). I biglietti per le singole serate verranno posti in prevendita prossimamente, mentre l’ingresso sarà gratuito, come sempre, per tutti i concerti “in decentramento”, a eccezione, appunto, di quello di Malika Ayane a L’Agnata.

Dopo aver studiato violoncello al Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano, la città dove è nata nel 1984, e aver fatto parte dell’ensemble del Coro di Voci Bianche del Teatro Alla Scala, Malika Ayane si è dedicata allo studio di jazz, blues e gospel e alla produzione e selezione musicale per la realizzazione di colonne sonore in occasione di eventi e sfilate di moda. Ha iniziato poi anche a cantare jingle pubblicitari, ed è uno di questi a catturare l’attenzione di Caterina Caselli che, nel 2007, l’ha messa sotto contratto con la sua Sugar, che pubblicherà tutti e sei gli album a suo nome (il più recente è “Malifesto”, uscito a marzo 2021).

Malika Ayane ha partecipato cinque volte al Festival di Sanremo, vincendo il Premio della Critica intitolato a Mia Martini nel 2010 e nel 2015. Ha collaborato con molti artisti italiani e internazionali (Giuliano Sangiorgi, Cesare Cremonini, Alva Noto, Vince Mendoza, Alexander Balanescu, The Niro, Biréli Lagrene, Tricarico, Paolo Buonvino, Gino Paoli, Bungaro, Pacifico, tra gli altri) e ricevuto premi e riconoscimenti per il suo lavoro. Presente in alcune colonne sonore di film (tra cui “Generazione Mille Euro”, “La Prima Cosa Bella”, “Il Giorno In Più”, “Letters to Juliet” e “One Tree Hill”), nel 2016 ha vestito i panni di Evita Peron nel musical di Andrew Lloyd Webber, mentre tra la fine dell’anno scorso e l’inizio di questo è Grizabella nel musical “Cats” al Teatro Sistina di Roma. Malika ha anche una rubrica settimanale su Maremosso, il magazine digitale di Feltrinelli, in cui consiglia libri e dischi e condivide il suo sguardo su ciò che abbiamo intorno. E a proposito di libri, si intitola “Ansia da felicità” il suo esordio letterario, “una raccolta di sbirciate a scene di vite possibili”, in uscita nei prossimi giorni (il 9 maggio) per Rizzoli.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie sul festival sono disponibili sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Telegram e sul sito www.timeinjazz.it.

La trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri che aderiscono al festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo, Consorzio Puntaldia, Scuola Holden, Qobuz e Biorepack. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili.

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Dall’8 al 16 agosto a Berchidda (Ss) e altri centri del nord Sardegna la trentaseiesima edizione di Time in Jazz all’insegna di “Futura”. https://timeinjazz.it/associazione/2023/04/21/dall8-al-16-agosto-a-berchidda-ss-e-altri-centri-del-nord-sardegnala-trentaseiesima-edizione-di-time-in-jazz-allinsegna-di-futura/ Fri, 21 Apr 2023 13:58:20 +0000 https://timeinjazz.it/associazione/?p=7934 Tra i protagonisti del festival diretto da Paolo Fresu, Tullio De Piscopo, Malika Ayane, Eivind Aarset, Guano Padano, Farafina, Dhafer Youssef, Roberto Ottaviano, Gianni Cazzola, Savana Funk con Willie Peyote, Colle der Fomento con Kaos & Dj Craim e La Batteria. Tanta musica ma anche mostre, presentazioni di libri e incontri con gli autori, attività per i bambini e altro ancora nel ricco cartellone.
Paolo Fresu e Cristina Zavalloni – progetto popOFF

Sarà ancora una volta denso di eventi e variegato di proposte non solo musicali l’appuntamento della prossima estate con Time in Jazz. Alla sua trentaseiesima edizione, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu si snoderà come sempre tra la sua Berchidda (Ss) e gli altri centri del nord Sardegna dove farà tappa con la sua carovana di concerti, trovando ogni volta scenari differenti, tra borghi, paesaggi campestri e scorci marini: Arzachena, Banari, Bortigiadas, Buddusò, Budoni, Loiri Porto San Paolo, Luogosanto, Mores, Oschiri, Porto Rotondo, Puntaldia, San Teodoro, Tempio Pausania , Tula e Viddalba.

Time in Jazz si presenta quest’anno nel segno di Futura, titolo e spunto presi in prestito dall’omonima canzone di Lucio Dalla, con l’idea di abbracciare idealmente diverse età; perché, spiega Paolo Fresu nelle sue note di presentazione (citando un verso del grande cantautore bolognese: “Chissà domani su che cosa metteremo le mani e se si potrà contare ancora le onde del mare”), «Futura è un progetto d’amore sognato con la complicità di un muro innalzato da due superpotenze che, nonostante tutto, non cancellano quel bisogno di emozione e di pathos nonché di condivisione che alimenta le nostre vite. Un bisogno che permea e attraversa le differenti generazioni alle quali vogliamo dedicare il tema di questa edizione, la numero trentasei, di Time in Jazz. Lo facciamo utilizzando lo strumento che meglio conosciamo: la musica che, da sempre, è la portavoce delle istanze e dei bisogni giovanili nonché la voce narrante delle loro speranze. Futura è visione e coraggio. Quello del poter affrontare un presente complesso che mai avremmo immaginato di dover vivere e che va condiviso nel crossover generazionale e con quell’apertura che è del jazz in quanto musica meticcia e attuale».

Incrocio di generazioni e di generi musicali diversi, jazz ma non solo: saggi emblematici di questa idea di crossover, i GuerzonCellos, duo bolognese composto da Enrico e Tiziano Guerzoni, padre e figlio, che suonano il violoncello in modo eclettico e originale; e poi “popOFF!”, il progetto (già consegnato alle tracce dell’omonimo album) con cui Paolo Fresu e la cantante Cristina Zavalloni rendono omaggio in chiave jazz alle canzoni dello Zecchino d’oro; nella stessa chiave di incrocio fra diverse generazioni spicca il duo del sassofonista Roberto Ottaviano (classe 1957) con il ventinovenne chitarrista inglese Rob Luft, come anche il quintetto che riunisce quattro giovani musicisti intorno alla batteria di un autentico senatore del jazz italiano, Gianni Cazzola (classe 1938): una delle tante dimostrazioni di come questa musica non conosca limiti di tempo e di età, praticando da sempre quello scambio tra generazioni che ne costituisce la linfa vitale.

Tullio De Piscopo

Il termine crossover calza bene anche a un altro specialista di piatti e tamburi, Tullio De Piscopo (classe 1946), batterista che ha incrociato nel corso della sua lunga e variegata carriera artisti del calibro di Pino Daniele, Astor Piazzolla, Chet Baker, Max Roach, Gerry Mulligan, tra i tanti: “Dal blues al jazz con… andamento lento”, come recita il titolo del suo concerto che l’8 agosto a Puntaldia farà da ouverture alla nove giorni di Time in Jazz.

Altri incroci sono quelli fra stili e generi musicali che proporranno altri protagonisti del festival: Il pianista Francesco Cavestri col suo progetto di incontro fra il jazz e l’hip-hop; i Colle der Fomento, tra i gruppi rap italiani più influenti, che con Kaos & Dj Craim e il quartetto romano La Batteria daranno vita a “Good Old Boys Grand Orchestra”; Giovanni Iacovella con la sua performance audiovisiva; il quartetto d’archi Alborada con Dj Cris; Dhafer Youssef con il suo oud tra Oriente e Occidente; i Savana Funkcon il rapper e cantautore Willie Peyote.

Diverse protagoniste femminili, anche quest’anno, nel cast del festival: Malika Ayane, al centro di uno degli appuntamenti immancabili di ogni edizione: l’omaggio a Fabrizio De André a L’Agnata; la cantante Serena Brancale; la pianista Sade Mangiaracina con un tributo a Lucio Dalla; la cantautrice e pianista Carolina Bubbico alla testa di un trio tutto al femminile.

Malika Ayane

Ma è davvero un cartellone fitto di nomi e di proposte quello del trentaseiesimo Time in Jazz: il flautista Nicola Stilo, il chitarrista norvegese Eivind Aarset, il gruppo Guano Padano, il trio Melodrum, il fisarmonicista francese Vincent Peirani, il gruppo africano (del Burkina Faso)Farafina, la Rusty Brass Band, l’organettista sardo Pierpaolo Vacca, il bandoneonista Daniele di Bonaventura; e poi gli ospiti degli appuntamenti dopoconcerto curati dal musicista berchiddese Nanni Gaias col suo trio: il beatboxer Alien Dee, il rapper sassarese Don Malo, il cantante e chitarrista emiliano Stefano Barigazzi; e ancora i protagonisti del FestivalBar, la vetrina di formazioni e solisti ospitata dai bar berchiddesi: TribalNeed, Federico Fenu, Gabriele Pollina, il duo Sprigu di Andrea Sanna e Marco Coa.

Tanta musica, jazz e non solo, dunque, ma anche mostre, presentazioni di libri e incontri con gli autori (tra gli ospiti la scrittrice Barbara Baraldi e Paolo Crepet), iniziative dipromozione e sensibilizzazione ambientale, le attività per i bambini dell’ormai consueto spazio di Time to Children, e altro ancora, saranno una volta di più gli elementi del ricco mosaico di proposte del festival.

Al via martedì 8 agosto

Spetterà a Tullio De Piscopo il compito di aprire la ricca nove giorni di musica di Time in Jazz numero trentasei. Nel corso della sua lunga e variegata carriera il batterista napoletano, classe 1946, ha incrociato artisti del calibro di Pino Daniele, Astor Piazzolla, Chet Baker, Max Roach, Gerry Mulligan, tra i tanti; un cammino artistico sancito l’anno scorso dal Leone d’Oro alla Carriera assegnato dall’associazione Gran Premio Internazionale di Venezia; sessant’anni di musica “Dal blues al jazz con… andamento lento”, come recita il titolo del suo concerto che l’8 agosto al Golf Club Puntaldia (ore 18) farà da ouverture alla nove giorni di Time in Jazz. Il pubblico potrà ascoltare pezzi per sola batteria, i suoi storici assoli come “Drum Conversation”, dedicato sempre a Pino Daniele, standard jazzistici, brani tratti dai Pionieri del blues, qualche perla di successo dal suo repertorio pop e l’atmosfera dei caldi suoni del Mediterraneo e dei vicoli di Napoli come “Stop Bajon”, “Pummarola Blues” e “Andamento lento”.

Si resta sulla costa nordorientale per il secondo appuntamento della giornata inaugurale: alle 21:30 il Teatro all’aperto Mario Ceroli, a Porto Rotondo, punta i riflettori su Serena Brancale. Classe 1989, dotata di una duttilità vocale dal timbro scuro e graffiante, la cantante, polistrumentista e compositrice pugliese è riuscita a conquistare il grande pubblico con la sua partecipazione al Festival di Sanremo del 2015, dove ha presentato una versione raffinatissima del brano “Galleggiare”, contenuta nel suo album omonimo d’esordio. Una spiccata inclinazione a valicare i confini sonori e la sua continua voglia di ricerca, le consentono di manipolare con disinvoltura i diversi generi musicali. Il 9 agosto a Porto Rotondo, Serena Brancale proporrà al pubblico di Time in Jazz il suo progetto “Soula”, una versione “one girl band” del suo terzo e più recente album, “Je so accussì”, pubblicato giusto un anno fa a marzo. Un concerto in cui, accompagnandosi con pianoforte, loop station e batteria elettronica, mescola ironia e musica, parole e immagini, emozioni e vita da artista legando il pop al jazz e il R’n’b’ al soul.

Mercoledì 9

Mercoledì 9 ritorna un appuntamento ormai immancabile di Time in Jazz: la traversata marittima in musica a bordo della motonave della Sardinia Ferries in viaggio dal porto di Livorno a quello in terra sarda di Golfo Aranci; un appuntamento che si rinnova per il diciassettesimo anno consecutivo grazie alla collaborazione della compagnia delle navi gialle. Imbarcati stavolta i nove componenti della Rusty Brass Band, formazione a base di ottoni che predilige ritmi funk e rock, ma senza disdegnare sonorità balcaniche ed esotiche, e accenni alla tradizione classica, con l’ardito obbiettivo di fondere tra loro le più disparate culture “brass bandistiche” del mondo. Il pubblico del festival potrà averne un saggio nelle parate musicali che la Rusty Brass proporrà le sere successiveper le vie e le piazze di Berchidda.

A tenere banco il 9 agosto sarà un altro evento imperdibile del festival, capace di richiamare a ogni edizione un pubblico foltissimo: il concerto in omaggio a Fabrizio De André proprio in quella che fu la sua residenza in Sardegna, a L’Agnata, nelle campagne intorno a Tempio Pausania. Un posto di grande bellezza, immerso nella natura, dove a rendere tributo al grande cantautore, sarà ancora una voce femminile: dopo Tosca, protagonista l’anno scorso, è la volta di Malika Ayane, cantante eclettica che vanta allori a Sanremo, dischi d’oro e di platino in bacheca, collaborazioni con illustri artisti, autori e produttori nazionali e internazionali, capace di riempire club e teatri con concerti sempre coinvolgenti e mai scontati. Il concerto, con inizio alle 18, è presentato da Time in Jazz con il sostegno di Bibanca. Al termine un “Aperijazz” offerto da Rau Arte Dolciaria e Lucrezio R.

Giovedì 10 agosto

La terza giornata del festival, giovedì 10 agosto, si apre alle 11 alla Chiesetta di San Leonardo a Viddalba con Meaningful Numbers, la performance audiovisiva di Giovanni Iacovella (classe 1996), batterista legato ai mondi dell’improvvisazione e della musica elettronica nel loro senso più ampio. Batteria, oggetti e live electronics per un insieme di tessiture sonore che abbracciano intricate poliritmie, noise iper-cinetico e texture astratte. Gesti, fisici e musicali, che trovano un secondo livello espressivo nei visuals che astraggono ulteriormente (o riportano al concreto), cercando in colori, forme e luce, una connessione tra il suono e la sua rappresentazione visiva.

I resti del Palazzo di Baldu, nel territorio di Luogosanto, faranno da cornice, alle 18, al concerto di Francesco Cavestri. Classe 2003, il pianista propone un progetto che affianca al repertorio jazz quello dell’hip-hop, muovendosi su diverse atmosfere musicali: dai brani originali del suo album “Early 17” (uscito l’anno scorso a marzo), ad altri appartenenti alla scena hip-hop, new-soul e jazz degli ultimi anni, fino a reinterpretazioni e tributi a giganti come Robert Glasper o John Coltrane, in una continua ricerca dell’innovazione e di un sound all’avanguardia. Con Francesco Cavestri (pianoforte, Nord Stage 3, Vocoder, sequenze) due musicisti tra i più promettenti della scena musicale hip-hop ed elettronica: il bassista Riccardo Oliva e il batterista Joe Allotta.

In serata, alle 21.30, la carovana del festival fa tappa ad Arzachena: di scena, nel complesso roccioso di Li Conchi, gli Unkle Kook, una band per lo più strumentale che spazia tra surf music, rock psichedelico, rock & roll, punk e calypso. Il gruppo nasce a Bologna nel 2019 da cinque musicisti provenienti da generi diversi ma con l’interesse comune per la surf music: Andrea Faidutti (chitarra/voce), Giuseppe Calcagno (chitarra/voce), Tommaso Quinci (sax tenore), Fabio Arcifa (basso/voce) e Manuel Franco (batteria/percussioni). Se la surf music è stata un punto di partenza, sicuramente non ne ha determinato un limite, lasciando spazio ad una composizione spesso sorprendente rispetto ai canoni di stile. Il suono resta molto elettrico, chitarre riverberate e un sax che si dà da fare a perdifiato. Una musica travolgente, energica, a cui è difficile resistere senza ballare, ma che si può anche gustare comodamente seduti – se non sdraiati, magari sotto un cielo stellato – lasciando correre l’immaginazione.

Venerdì 11 agosto

Da Bologna arrivano anche i GuerzonCellos, il duo composto da Enrico e Tiziano Guerzoni, rispettivamente padre e figlio, che aprirà la quarta giornata del festival, venerdì 11 agosto, all’ombra della Pineta di Sant’Anna, a Budoni. I due suonano il violoncello in modo eclettico e originale, con grande energia e virtuosismo: impegnati in interpretazioni furiose di classici barocchi e arrangiamenti creativi di brani jazz e rock, trasformano i loro concerti in performance altamente sofisticate. L’apice delle loro capacità tecniche e creative si trova nelle loro stesse composizioni quando Guerzoni padre e figlio mescolano influenze musicali dal diciottesimo secolo, elementi psichedelici, jazz, improvvisazioni e folk tradizionali.

La costa fa da scenario anche al concerto del pomeriggio: protagonista alle 18, a Porto Taverna, Carolina Bubbico.Classe 1990, la cantante, pianista, arrangiatrice e direttrice d’orchestra salentina, presenta dal vivo il suo terzo album di inediti, “Il dono dell’ubiquità”, con una formazione speciale, tutta al femminile: sul palco con l’artista salentina, voce leader e tastiera, due giovani e interessanti musiciste, anche loro pugliesi, Chiara Corallo e Aurora De Gregorio, entrambe alle prese con voce, drum pad e percussioni. Il live si distingue per la varietà di stili, a testimonianza della propensione di Carolina Bubbico a trovare sempre nuovi punti di incontro tra diversi linguaggi musicali esplorando in libertà universi sonori, creando chiaroscuri tra l’acustico e l’elettronico, tra ballabili groove, canzoni intime e sonorità world.

In serata, alle 21.30, si accendono per la prima volta i riflettori di piazza del Popolo a Berchidda. Ad aprire la serie di concerti in programma sul palco centrale del festival sarà “popOFF!”, un omaggio alle musiche dedicate ai bambini e all’infanzia, canzoni scelte dallo sconfinato repertorio dello Zecchino d’Oro e rielaborate in chiave jazz: autentici hit del genere, come “Carissimo Pinocchio”, “Quarantaquattro gatti”, “Il caffè della Peppina”, “Volevo un gatto nero”. “popOFF!” è il progetto (consegnato anche alle tracce dell’omonimo album) che Paolo Fresu ha voluto dedicare alla sua città d’adozione, Bologna, culla dello storico festival della musica per bambini, trovando nella cantante Cristina Zavalloni la complice perfetta, lei che, confessa, da piccola voleva proprio cantare allo Zecchino d’Oro. Ben coadiuvati da jazzisti come il sassofonista Cristiano Arcelli, il pianista Dino Rubino, il contrabbassista Salvatore Maltana gli archi del quartetto Alborada, i due hanno dato forma a un progetto accattivante da ogni punto di vista, capace di richiamare momenti importanti della storia del jazz come, ad esempio, i tanti omaggi al mondo disneyano dove grandi protagonisti della musica afroamericana hanno interpretato brani poi divenuti storici nella filmografia per l’infanzia.

Sabato 12 agosto

Dhafer Youssef

Il pubblico del festival ritroverà in azione il quartetto Alborada l’indomani mattina alle 11, protagonista del concerto che inaugura la giornata di sabato 12 nella Chiesa della Santa Trinità aBortigiadas. Nato nel 1996, l’ensemble d’archi ha un repertorio che privilegia la musica contemporanea, dal ‘900 in poi, con particolare attenzione per gli autori minimalisti e alle composizioni originali scritte e arrangiate appositamente per il quartetto o dai suoi stessi musicisti: Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nicola Ciricugno alla viola e Piero Salvatori al violoncello. L’attività dell’Alborada si è sviluppata subito in due direzioni distinte ma tra loro correlate: da un lato la ricerca e lo studio in funzione del continuo arricchimento del repertorio, partendo dagli studi classici di ognuno dei suoi membri; dall’altro le collaborazioni a progetti e musicisti attivi nel panorama della musica jazz, contemporanea e world music: David Linx, Diederik Wissels Paolo Fresu, Uri Caine, Sheila Jordan, Billy Drummond, Dafher Youssef, Roberto Cipelli, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, Marco Bardoscia, Dino Rubino,Tino Tracanna, Rita Marcotulli, Maria Pia De Vito, Cristina Zavalloni, Cristiano Arcelli, Daniele di Bonaventura, Omar Sosa, Paola Turci. Fra i contributi e gli ospiti speciali di “Éthos”, il loro album del 2010, compare anche Dj Cris, che il quartetto Alborada ritroverà in questo concerto e che sarà anche impegnato tutte le notti con i suoi dj set a Berchidda nello spazio dopoconcerto.

Tappa a Buddusò, nel pomeriggio, alle 18, nella Chiesadi Santa Reparata, per una produzione originale di Time in Jazz: protagonista Nicola Stilo, flautista dalla carriera quasi cinquantennale, cominciata nel 1974 con il gruppo di Musica folklorica di Dodi Moscati. Da allora, il cammino di Stilo si è snodato attraverso tante esperienze alla guida di formazioni e progetti propri (il suo primo album da leader, “Errata Corrige”, è del 1995) e collaborazioni con jazzisti del calibro di Chet Baker, Franco D’Andrea, Furio Di Castri, Enrico Pieranunzi, Larry Nocella, Massimo Urbani, Enrico Rava, Maurizio Giammarco, Rita Marcotulli, tra gli altri, ma anche con musicisti di altri ambiti, come Toninho Horta, Mimmo Locasciulli, Tullio De Piscopo, Gianni Morandi, Nicola Conte, Mario Biondi, Sergio Cammariere e altri. Intensa e variegata la sua attività da solista come leader e/o come ospite nei più diversi contesti. Nicola Stilo si presenta per la prima volta a Time in Jazz, e lo farà assieme a due ottimi musicisti con i quali ha già collaborato: Dino Rubinoal piano e Marco Bardoscia al contrabbasso. Un progetto originale nato da un’idea di Paolo Fresu, un’occasione di incontro e confronto tra le differenti esperienze e sensibilità dei tre musicisti che proporranno un repertorio tra standard e composizioni originali.

Vuole essere un omaggio a Lucio Dalla, al quale il festival deve titolo e ispirazione di questa edizione, il concerto in solo che apre alle 21.30 la serata in piazza del Popolo a Berchidda: sul palco Sade Mangiaracina, talento in ascesa negli ultimi anni sulla scena jazzistica nazionale. Forte di una preparazione classica, coronata da allori in concorsi nazionali e internazionali, e poi di studi jazz con Massimo Moriconi e Danilo Rea, la pianista siciliana (è nata a Castelvetrano nel 1986) ha preso parte a molti progetti musicali, incidendo diversi dischi anche a suo nome. Dal 2013 inizia a collaborare anche in ambito pop con Simona Molinari, Amara e Dionne Warwick, mentre continua a lavorare con jazzisti come Greg Osby, Fabrizio Bosso, Giovanni Tommaso, Massimo Moriconi, Luca Aquino e Francesco Bearzatti, tra gli altri. Importanti sono poi le collaborazioni con la Med Free Orkestra, con la cantante algherese Franca Masu e con A’lmara l’orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo provenienti da Egitto, Tunisia, Turchia, Siria, Kenya, Italia, Giordania. Spicca, nella sua discografia personale, “Madiba”, album del 2021 dedicato a Nelson Mandela che ha raccolto grande consenso dalla critica.

Riflettori puntati nel secondo set della serata sul quartetto intestato a uno tra i maggiori protagonisti della feconda scena musicale scandinava: Eivind Aarset, un chitarrista capace di assorbire e rispecchiare nel suo universo sonoro generi e stili differenti ma conservando sempre una sua cifra distintiva, e di spaziare da atmosfere di tranquilla intimità ad altre di bruciante intensità. Lo testimonia anche il suo nutrito e variegato elenco di collaborazioni accanto a musicisti di ambiti diversi, come Jon Hassell, David Sylvian, Jan Bang, Bill Laswell, Jan Garbarek, Arve Henriksen, Paolo Fresu, Marilyn Mazur, J.Peter Schwalm, Mike Manieri, Marc Ducret, Michel Benita, Martux_M, Stefano Battaglia, Michele Rabbia, Talvin Singh, Dhafer Youssef, Andy Sheppard e, soprattutto, Nils Petter Molvaer. Il debutto discografico di Eivind Aarset come bandleader, “Electronique Noire“, del 1998, è stato definito dal New York Times “uno dei migliori album di jazz elettrico post-Miles”. Pubblicato a settembre 2021, “Phantasmagoria, or A Different Kind of Journey” è invece il suo disco più recente; con lui alla chitarra e all’elettronica, i membri del suo quartetto, ovvero Audun Erlien al basso e i batteristi/percussionisti Wetle Holte e Erland Dahlen: gli stessi musicisti coi quali Eivind Aarset salirà sul palco di piazza del Popolo il 12 agosto.

Il pubblico del festival ritroverà in azione il quartetto Alborada l’indomani mattina alle 11, protagonista del concerto che inaugura la giornata di sabato 12 nella Chiesa della Santa Trinità aBortigiadas. Nato nel 1996, l’ensemble d’archi ha un repertorio che privilegia la musica contemporanea, dal ‘900 in poi, con particolare attenzione per gli autori minimalisti e alle composizioni originali scritte e arrangiate appositamente per il quartetto o dai suoi stessi musicisti: Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nicola Ciricugno alla viola e Piero Salvatori al violoncello. L’attività dell’Alborada si è sviluppata subito in due direzioni distinte ma tra loro correlate: da un lato la ricerca e lo studio in funzione del continuo arricchimento del repertorio, partendo dagli studi classici di ognuno dei suoi membri; dall’altro le collaborazioni a progetti e musicisti attivi nel panorama della musica jazz, contemporanea e world music: David Linx, Diederik Wissels Paolo Fresu, Uri Caine, Sheila Jordan, Billy Drummond, Dafher Youssef, Roberto Cipelli, Attilio Zanchi, Ettore Fioravanti, Marco Bardoscia, Dino Rubino,Tino Tracanna, Rita Marcotulli, Maria Pia De Vito, Cristina Zavalloni, Cristiano Arcelli, Daniele di Bonaventura, Omar Sosa, Paola Turci. Fra i contributi e gli ospiti speciali di “Éthos”, il loro album del 2010, compare anche Dj Cris, che il quartetto Alborada ritroverà in questo concerto e che sarà anche impegnato tutte le notti con i suoi dj set a Berchidda nello spazio dopoconcerto.

Tappa a Buddusò, nel pomeriggio, alle 18, nella Chiesadi Santa Reparata, per una produzione originale di Time in Jazz: protagonista Nicola Stilo, flautista dalla carriera quasi cinquantennale, cominciata nel 1974 con il gruppo di Musica folklorica di Dodi Moscati. Da allora, il cammino di Stilo si è snodato attraverso tante esperienze alla guida di formazioni e progetti propri (il suo primo album da leader, “Errata Corrige”, è del 1995) e collaborazioni con jazzisti del calibro di Chet Baker, Franco D’Andrea, Furio Di Castri, Enrico Pieranunzi, Larry Nocella, Massimo Urbani, Enrico Rava, Maurizio Giammarco, Rita Marcotulli, tra gli altri, ma anche con musicisti di altri ambiti, come Toninho Horta, Mimmo Locasciulli, Tullio De Piscopo, Gianni Morandi, Nicola Conte, Mario Biondi, Sergio Cammariere e altri. Intensa e variegata la sua attività da solista come leader e/o come ospite nei più diversi contesti. Nicola Stilo si presenta per la prima volta a Time in Jazz, e lo farà assieme a due ottimi musicisti con i quali ha già collaborato: Dino Rubinoal piano e Marco Bardoscia al contrabbasso. Un progetto originale nato da un’idea di Paolo Fresu, un’occasione di incontro e confronto tra le differenti esperienze e sensibilità dei tre musicisti che proporranno un repertorio tra standard e composizioni originali.

Vuole essere un omaggio a Lucio Dalla, al quale il festival deve titolo e ispirazione di questa edizione, il concerto in solo che apre alle 21.30 la serata in piazza del Popolo a Berchidda: sul palco Sade Mangiaracina, talento in ascesa negli ultimi anni sulla scena jazzistica nazionale. Forte di una preparazione classica, coronata da allori in concorsi nazionali e internazionali, e poi di studi jazz con Massimo Moriconi e Danilo Rea, la pianista siciliana (è nata a Castelvetrano nel 1986) ha preso parte a molti progetti musicali, incidendo diversi dischi anche a suo nome. Dal 2013 inizia a collaborare anche in ambito pop con Simona Molinari, Amara e Dionne Warwick, mentre continua a lavorare con jazzisti come Greg Osby, Fabrizio Bosso, Giovanni Tommaso, Massimo Moriconi, Luca Aquino e Francesco Bearzatti, tra gli altri. Importanti sono poi le collaborazioni con la Med Free Orkestra, con la cantante algherese Franca Masu e con A’lmara l’orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo provenienti da Egitto, Tunisia, Turchia, Siria, Kenya, Italia, Giordania. Spicca, nella sua discografia personale, “Madiba”, album del 2021 dedicato a Nelson Mandela che ha raccolto grande consenso dalla critica.

Riflettori puntati nel secondo set della serata sul quartetto intestato a uno tra i maggiori protagonisti della feconda scena musicale scandinava: Eivind Aarset, un chitarrista capace di assorbire e rispecchiare nel suo universo sonoro generi e stili differenti ma conservando sempre una sua cifra distintiva, e di spaziare da atmosfere di tranquilla intimità ad altre di bruciante intensità. Lo testimonia anche il suo nutrito e variegato elenco di collaborazioni accanto a musicisti di ambiti diversi, come Jon Hassell, David Sylvian, Jan Bang, Bill Laswell, Jan Garbarek, Arve Henriksen, Paolo Fresu, Marilyn Mazur, J.Peter Schwalm, Mike Manieri, Marc Ducret, Michel Benita, Martux_M, Stefano Battaglia, Michele Rabbia, Talvin Singh, Dhafer Youssef, Andy Sheppard e, soprattutto, Nils Petter Molvaer. Il debutto discografico di Eivind Aarset come bandleader, “Electronique Noire“, del 1998, è stato definito dal New York Times “uno dei migliori album di jazz elettrico post-Miles”. Pubblicato a settembre 2021, “Phantasmagoria, or A Different Kind of Journey” è invece il suo disco più recente; con lui alla chitarra e all’elettronica, i membri del suo quartetto, ovvero Audun Erlien al basso e i batteristi/percussionisti Wetle Holte e Erland Dahlen: gli stessi musicisti coi quali Eivind Aarset salirà sul palco di piazza del Popolo il 12 agosto.

Domenica 13 agosto

Una miscela vibrante di stili e sonorità in cui si fondono rock, country, blues, tex-mex, surf, improvvisazioni jazz e atmosfere da western alla Morricone. È la formula che fa dei Guano Padano – in concerto la mattina del 13 agosto alle 11 alla Chiesa di Nostra Signora di Coros aTula – una delle proposte più originali della scena musicale italiana degli ultimi tre lustri. Il trio di Alessandro “Asso” Stefana (chitarra), Danilo Gallo (basso) e Zeno De Rossi (batteria) si forma nel 2007 e due anni dopo battezza il suo primo album che vede le collaborazioni di Gary Lucas, Chris Speed, Bobby Solo e Alessandro Alessandroni. Pubblicato nel 2012, anche il secondo disco, “2“, si avvale di partecipazioni di prestigio come quelle di Mike Patton, Marc Ribot e Paul Niehaus. Ispirato all’omonima antologia di scrittori statunitensi curata da Elio Vittorini, nel 2014 esce “Americana“, mentre è del 2017 la partecipazione dei Guano Padano all’album di Sam Amidon “The Following Mountain“. Del 2021 è invece la testimonianza discografica più recente, l’EP “Back and forth“, impreziosito nel brano di apertura dal contributo di Bill Frisell.
Il concerto del pomeriggio vede di scena alle 18, nei pressi della Chiesa di Madonna di Castro, nella campagna di Oschiri, il trio Melodrum, formazione nata nove anni fa a Torino su iniziativa del batterista Francesco Brancato insieme al pianista Salvatore Spano. L’idea di base è quella di costituire un repertorio di jazz contemporaneo che prenda spunto dal patrimonio culturale della musica europea, identificando nella tradizione del melodramma la sua summa identitaria artistica ed espressiva.A partire dal 2015 entra in pianta stabile il contrabbassista Salvatore Maltana e, grazie anche alla partecipazione di alcuni tra i più significativi musicisti del panorama musicale europeo, il progetto si sviluppa nella sua forma attuale, collocandosi in vari ambiti artistici – jazz, classica, teatro e arti performative in genere – e coniugando sempre tradizione e sperimentazione. Il trio ha all’attivo un lavoro diviso in tre parti sull’incontro della musica classica e il jazz: “Perspectives”, sulle arie d’opera (2015), “Tony’s Dream”, la musica di Antonio Vivaldi (2018), “The Man, The Earth and The Sky”, la sacralità nella musica (2023).

Vincent Peirani, al centro del set di apertura della serata in piazza del Popolo a Berchidda (ore 21.30), rappresenta una nuova generazione di musicisti jazz che rifiuta confini e limiti e, piuttosto che seguire i sentieri battuti, sceglie di esplorare nuovi campi, nuove strade nella musica. Dopo il pioniere Richard Galliano, punta a continuare ad ampliare le possibilità del suo strumento, la fisarmonica. Ha lavorato con molti musicisti diversi. Nel 2003 ha vinto il primo premio al Concorso Nazionale Francese “Jazz à la Défense” con il sassofonista Vincent Lê Quang, e da allora ha collaborato con Richard Bona, Wynton Marsalis, Renaud Garcia-Fons, David Krakauer, Daniel Humair, Youn Sun Nah, Michel Portal, Thomas de Pourquery, Louis Sclavis, Henri Texier e molti altri. Da solo o in piccoli ensemble, la sua visione musicale disinibita e cosmopolita, il suo grande senso del crossover e del colore, lo hanno portato a ideare alcuni dei progetti più fantasiosi del momento. A Time in Jazz il fisarmonicista francese si presenta in trio con il chitarrista Federico Casagrande e Ziv Ravitz alla batteria e alle tastiere: gli stessi musicisti che lo affiancano nel suo ultimo disco, “Jokers”, che dà il titolo al concerto.

Il secondo set della serata vede il ritorno a Time in Jazz di Dhafer Youssef, cantante e suonatore di oud (il liuto tipico della musica araba) che è riuscito a liberare lo strumento dal suo ruolo tradizionale e portarlo nel jazz. Nato nel 1967 a Teboulba, un villaggio di pescatori nella Tunisia centrale, e cresciuto a contatto con la musica e i canti tradizionali islamici, ha cominciato a scoprire le potenzialità della sua voce fin da piccolo. Incontra il jazz a Vienna, dove si trasferisce a diciotto anni e intraprende un percorso che lo porterà a elaborare una propria cifra stilistica. Già nei primi album, “Musafir” (del 1996) e “Malak” (1999), si apprezza la sua straordinaria capacità di sganciare l’oud dal suo ruolo più tradizionale per connetterlo ad altri generi musicali contemporanei e di coniugare in modo originale musica araba e jazz; una miscela che si arricchisce di altri suoni e colori con l’introduzione dell’elettronica negli album successivi, “Electric Sufi” (2001), “Digital Prophecy” (2003) e “Divine Shadows” (2006). “Abu Nawas Rhapsody” (2010) e “Birds Requiem” (2013) segnano un ritorno ad atmosfere più acustiche e jazz nel cammino artistico di Dhafer Youssef: un percorso accompagnato e spesso condiviso con artisti di vari ambiti e provenienze musicali, come Markus Stockhausen, Paolo Fresu, Nguyen Lê, Nils Petter Molvaer, Bugge Wesseltoft, Eivind Aarset, Zakir Hussain, Tigran Hamasyan, Ballake Sissoko, tra gli altri, ma anche di due “leggende” del jazz come Herbie Hancock e Wayne Shorter. Dopo “Diwan of beauty and odd” (2016) e “Sounds of Mirrors” (2018) è di quest’anno la sua ultima fatica discografica, “Street of Minarets” che dà il titolo al concerto: con lui sul palco di piazza del Popolo, Mario Rom (tromba), Daniel Garcia (piano e tastiere), Souaeli Mbappe (basso elettrico), Shayan Fathi (batteria) e Adriano Do Santos (percussioni).

Lunedì 14 agosto

Tra i protagonisti dei concerti “in decentramento”, spicca la presenza di Roberto Ottaviano, nome storico del jazz nazionale, come certifica anche il recente riconoscimento di musicista italiano dell’anno 2022 al prestigioso Top Jazz, il referendum indetto dal mensile Musica Jazz tra i migliori esperti del settore. Classe 1957, sulla scena musicale da oltre quarant’anni, il sassofonista barese ha suonato e inciso con molti tra i più importanti musicisti europei e americani a cavallo tra diverse generazioni, da Mal Waldron a Giorgio Gaslini, da Pierre Favre a Kenny Wheeler, da Albert Mangelsdorff a Keith Tippett, tra gli altri. Tra le formazioni che Roberto Ottaviano dirige attualmente ci sono il quartetto di fiati Astrolabio (con Gianluigi Trovesi, Glenn Ferris e Michel Godard), il quartetto Sideralis (con Alexander Hawkins, Michael Formanek e Gerry Hemingway) e il quintetto Eternal Love, col quale ha vinto il premio Pino Candini di Musica Jazz come miglior disco del 2020. Il pubblico del festival potrà applaudirlo – il 14 agosto alle 11 nei pressi della chiesa di San Giovanni, aMores – in duo con Rob Luft, giovane e pluripremiato chitarrista inglese che per il suo virtuosismo è stato paragonato a grandi nomi della sei corde come John McLaughlin, Al Di Meola e Paco De Lucia.

Nel pomeriggio (ore 18) il festival fa scalo al borgo di Banari per il concerto di Gianni Cazzola con lo Young Italian Quintet. Nei suoi sessantacinque anni di carriera musicale, il batterista (classe 1938) vanta innumerevoli e varie collaborazioni con artisti provenienti da tutto il mondo: Billie Holiday, Chet Baker, Lee Konitz, Franco Cerri, Lou Bennet, Luca Flores, Franco D’Andrea e molti altri. Definito da Arrigo Polillo come “l’Art Blakey italiano”, nella formazione in scena a Time in Jazz riunisce intorno a sé quattro giovani musicisti in un gruppo pieno di swing. Il quintetto, composto da Tommaso Profeta al sassofono, Attilio Costantino alla chitarra, Andrea Candeloro al pianoforte e Carlo Bavetta al contrabbasso, si cimenta nell’interpretazione di vari standard americani, per poi muoversi verso sonorità più pertinenti al periodo hard bop e proporre alcuni brani originali firmati da tutti i componenti, creando un percorso musicale all’insegna dello swing nella sua forma più genuina. Una delle tante dimostrazioni che il jazz non si pone limiti di tempo e di età, promuovendo da sempre un continuo scambio tra generazioni, che ne costituisce la vera linfa vitale.

È un atteso ritorno quello dei Farafina a Berchidda per il primo set (come sempre alle 21.30) della serata del 14 agosto in piazza del Popolo: il gruppo originario del Burkina-Faso sarà infatti nuovamente tra i protagonisti di Time in Jazz, dove sono già stati nel 1996 e nel 2002. Da allora a oggi diverse cose sono intanto cambiate in casa Farafina, a cominciare dai suoi componenti – alcuni sono morti, altri hanno lasciato, avvicendati da nuovi e più giovani musicisti – ma la filosofia musicale di base rimane invariata: djembe, tama, chékere, sonagli e uno o due balafon danno vita a un gioco pirotecnico di ritmi e percussioni capace di coinvolgere il pubblico, mentre i canti intrecciano storie e melodie che traggono ispirazione dal ricco repertorio Mandinka. Fondati nel 1978 dal maestro di balafon Mahama Konaté, i Farafina hanno conquistato una notorietà mondiale negli anni Ottanta e Novanta grazie alla loro capacità di espandere e aprire all’esterno la loro musica; un’apertura mentale che li ha portati a sperimentare nuove forme suonando e registrando con musicisti come Jon Hassell, i Rolling Stones, Ryuichi Sakamato, Billy Cobham, oltre a esibirsi su palchi prestigiosi come il Montreux Jazz Festival e al famoso mega concerto per il settantesimo compleanno di Nelson Mandela, l’11 giugno 1988 allo stadio di Wembley. Il gruppo divenne un’icona di un genere musicale allora nuovo, la “world music”, e tale è rimasto anche quando il suo fondatore l’ha lasciato per dedicarsi alla sua attività di insegnante di musica. Perché Farafina è anche sinonimo di una scuola di musica e danza a Bobo-Dioulasso (la seconda città del Burkina-Faso per numero di abitanti) che costituisce un solido bacino di musicisti per un ensemble che si riforma e rigenera continuamente.

Savana Funk

La seconda parte della serata in piazza del Popolo punta i riflettori sui Savana Funk formazione che incarna l’essenza della live band con jam incendiarie, groove irresistibili e un’invidiabile presenza scenica. Aldo Betto (chitarra), Blake Franchetto (basso) e Youssef Ait Bouazza (batteria) si incontrano a Bologna nella primavera 2015, e spinti da un’immediata sintonia umana e musicale decidono di formare la band. Iniziano subito a fare molti live, a sperimentare idee e scrivere musica. Il primo album “Musica Analoga”, autoprodotto, esce nel 2016, a febbraio 2017 il secondo, “Savana Funk”, il terzo a settembre 2018, “Bring in the New”, che raccoglie ottimi riscontri di pubblico e critica. Crescono e si moltiplicano gli impegni live per questa band che trova sul palco la sua dimensione congeniale per apprezzare lo spirito del gruppo e la sua formula: una commistione di musica africana, funk, blues, rock psichedelico, influenze jazzistiche e melodie forti caratterizza tutto il loro repertorio. A giugno 2021 esce l’album “Tindouf” che apre la strada a una lunghissima tournée di oltre cento date in giro per il mondo, mentre è dello scorso ottobre l’ultima uscita discografica, “Ghibli”. A Berchidda i Savana Funk si presenteranno in compagnia di Willie Peyote, considerato una delle figure più interessanti della scena indie nazionale: un incontro, quello della band bolognese con il rapper e cantautore torinese, fra due mondi apparentemente lontani, che proporrà il meglio dei rispettivi repertori ma anche pezzi inediti scritti per questo progetto che approda sul palco di Time in Jazz dopo una recentissima serie di date in club.

Martedì 15 agosto

Per Ferragosto, come da tradizione, Time in Jazz pianta le tende nella campagna poco fuori Berchidda. La mattina trascorrerà con una serie di appuntamenti sotto gli alberi intorno alla chiesetta di San Michele. Il primo, alle 10, è ormai un classico del festival e di Time to Children, la sua sezione dedicata ai bambini: “Gufo Rosmarino nel mondo di Amarilla”, una nuova storia della serie di racconti scritti e interpretati dall’attore e regista Giancarlo Biffi, con i contributi musicali di Paolo Fresu, della violinista Sonia Peana e della cantante Catia Gori.

A seguire, una tavola rotonda dal titolo esplicito, “L’organetto in Sardegna: generazioni a confronto”, che vedrà dialogare con il musicologo Fabio Calzia tre interpreti dello strumento a mantice così centrale nella musica tradizionale isolana: Totore Chessa, Pierpaolo Vaccae il più giovane della compagnia, Giacomo Vardeu.

Pierpaolo Vaccasarà anche protagonista del momento musicale in programma intorno alle 11.30.
Nato a Ovodda, in provincia di Nuoro, allievo del maestro Peppino Deiana, ha debuttato giovanissimo nelle piazze dell’isola, in rassegne, sagre e processioni, è entrato a far parte del gruppo folkloristico Oleri, ha fondato (nel 2011) i Folkaos, un gruppo combat folk, e porta avanti, insieme al chitarrista e cantante Giuseppe Muggianu, uno spettacolo dedicato ai cantautori italiani. Dal 2018 presenta uno spettacolo in solo, in cui la musica tradizionale sarda viene approcciata con uno stile personale caratterizzato dall’uso di effettistica elettronica. Nell’ottobre 2021 Paolo Fresu l’ha coinvolto nel lavoro teatrale “Tango Macondo”, prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano con la regia di Giorgio Gallione, da cui è nato l’omonimo album assieme al trombettista di Berchidda e a Daniele di Bonaventura. Il primo album da solista di Pierpaolo Vacca è previsto in uscita il prossimo luglio.

Un breve trasferimento porta il festival nel pomeriggio nella vicina chiesetta di Santa Caterina per un’altra serie di appuntamenti. Il primo, alle 17, è la presentazione di“337 Project” diSebastiano Dessanay, illibro scaturito dal progetto artistico realizzato tra 2018 e il 2019 dal musicista sardo, che lo ha visto visitare tutti i comuni dell’isola, uno al giorno, viaggiando esclusivamente in bicicletta, con il suo fido ukulele al seguito.

Altro momento immancabile del Ferragosto di Time in Jazz, la gara poetica in limba sul tema del festival: condotta da Pier Sandro Pillonca, avrà per protagonisti Bruno Agus e DionigiBitti con l’accompagnamento musicale dei TenoresdiUlaTirso.

L’ultima serata del festival a Berchidda avrà un prologo – alle 19 in Piazzetta Riu Zocculu – affidato a un’autentica istituzione storica del paese, la Banda Musicale Bernardo De Muro, nata nel 1913 per volontà del parroco don Pietro Casu, e “palestra” di formazione musicale per tanti giovani talenti, compreso Paolo Fresu che ha mosso tra le sue file i primi passi del suo percorso artistico.

Poi, alle 21.30, si accenderanno per l’ultima volta in questa edizione i riflettori sul palco allestito in piazza del Popolo. Si intitola “Good Old Boys Grand Orchestra” l’evento che terrà banco in quella che per tradizione è la serata più festosa del festival; una produzione originale ad hoc per Time in Jazz che nasce dall’unione dei Colle der Fomento, formazione storica della scena hip hop nazionale, insieme a Kaos & Dj Craim – già protagonisti del progetto “Good Old Boys” che ha debuttato nel 2015 – stavolta insieme al quartetto romano La Batteria. In questo “Good Old Boys Grand Orchestra”, che è l’ideale sviluppo di quel precedente, l’hip hop reinventa le sue radici fondendo rap e turntablism (l’arte di manipolare i suoni e creare nuova musica, effetti sonori e ritmi utilizzando due o più giradischi e un mixer DJ) con un sound che pesca a piene mani dalle colonne sonore e dalle sonorizzazioni italiane degli anni Sessanta e Settanta; il progetto vede le rime di Kaos (al secolo Marco Fiorito), tra i pionieri dell’hip hop in Italia e dei due rapper del Colle der Fomento, ovvero Danno (Simone Eleuteri) e Masito (Massimiliano Piluzzi), incontrarsi per la prima volta su un terreno del tutto inedito, architettato dal quartetto La Batteria (Emanuele Bultrini alle chitarre, Stefano Vicarelli al piano e ai sintetizzatori, Paolo Pecorelli al basso e David Nerattini alla batteria), insieme a Dj Baro (Alessandro Tamburrini) e Dj Craim (Lorenzo Fortino). Una serata che si annuncia ideale per calare il sipario sul palco di Piazza del Popolo per questa edizione trentasei di Time in Jazz.

Mercoledì 16 agosto

Ultimi impegni a Berchidda, la mattina del 16 agosto, come da tradizione alMuseo del Vino dove alle 11.30 è in programma la presentazione delle bottiglie da collezione delle cantine del vermentino locali che riportano nell’etichetta l’immagine grafica di questa edizione. A seguire, la presentazione di “Time in Jazz Diary 2022”, il progetto editoriale che ripercorre la passata edizione del festival attraverso l’obiettivo del fotografo Fabio Lovino.

Poi, nel tardo pomeriggio, trasferimento sulla costa, in quello che è ormai da diverse edizioni il “teatro” dell’ultimo atto del festival: la Peschiera di San Teodoro. Protagonisti Paolo Fresu, Daniele di Bonaventuraal bandoneon e Pierpaolo Vaccaall’organetto con le musiche “Tango Macondo”, lo spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano per la regia di Giorgio Gallione.
Fresu e di Bonaventura, già protagonisti insieme alle voci corse del coro A Filetta del riuscito progetto “Mistico Mediterraneo” e dell’omonimo disco pubblicato dalla nobile etichetta ECM, allargano dunque la dimensione più ristretta del loro riuscito connubio artistico all’organetto creativo di Vacca che in “Tango Macondo” comunica il profondo ed estraniante senso onirico che contraddistingue appunto la pièce teatrale. Un concerto-sogno di grande effetto che vive di poesia, intimismo e di quelle piccole cose capaci di raccontare i colori dell’universo musicale contemporaneo.

FestivalBar

Ritorna anche quest’anno il FestivalBar curato da Luca Devito, la vetrina di formazioni e solisti ospitata dai bar berchiddesi, trasformati per l’occasione in piccoli club di musica all’aperto. Ad aprire la serie, l’8 agosto al bar K2 (21.30), sarà Riccardo Moretti con la sua performance sperimentale TribalNeed, una fusione di sintetizzatori analogici, didgeridoo, percussioni, hang drum, giocattoli per bambini, beat-boxing e loop station. Lo stesso progetto sarà di scena anche le due sere successive, al Muretto Cafè (il 9 agosto) e allo Jolly Cafè (il 10 agosto).

Sonorità oniriche, minimaliste, ma dagli echi e richiami mediterranei, caratterizzano le esplorazioni del trombone solo di Federico Fenu, musicista isolano con profonde radici nella sua terra, di scena l’11 agosto al Cafè Rosè e il 12 al Jazz Pub (alle 20). Sperimentazione e improvvisazione sono la cifra anche del polistrumentista e percussionista Gabriele Pollina, che fonde le melodie ipnotiche dell’Handpan, particolare strumento a percussione a doppia campana di acciaio, con beat elettronici suonati dal vivo: il 13 agosto alla Pizzeria Da Ivan e il 14 agosto al Bar Centrale. Chiude la serie di ospiti del FestivalBar, come ultimissimo atto del trentaseiesimo Time in Jazz, il duo Sprigucomposto da Andrea Sanna e Marco Coa: due Fender Rhodes a confronto, speculari, in un viaggio che oscilla tra la psichedelia e l’elettronica d’avanguardia; il 16 agosto al Bar della Piazza (ore 22).

Time After Time

Dopo il successo delle scorse edizioni, torna per il quarto anno consecutivo Time After Time, l’appuntamento dopoconcerto nella piazzetta adiacente il palco centrale in Piazza del Popolo, curato dal batterista berchiddese Nanni Gaias: dall’11 al 14, il suo trio con Giuseppe Spanu alla chitarra e Pier Piras al basso, farà da resident band tutte le sere, da mezzanotte in poi, con un artista di volta in volta diverso, in una serie di progetti ospitati dal centro di produzione Insulae Lab (il centro di produzione della musica jazz e della creatività artistica delle isole del mediterraneo, ideato, firmato e fortemente voluto dall’Associazione Time in Jazz, con la direzione artistica di Paolo Fresu). Si comincia (l’11 agosto), col pioniere e innovatore del beatbox Alien Dee; il giorno successivo (il 12) è di scena il rapper sassarese Don Malocon i suoi testi in sardo logudorese che trattano tematiche sociali e di rivolta. Sonorità blues, funk e afrobeat vedono il ritorno (il 13 agosto) del cantante e chitarrista emiliano Stefano Barigazzi, già a Berchidda nel 2020; ritmi funk e rock, influenze balcaniche ed esotiche caratterizzano la fusione con gli ottoni della Rusty Brass Band, già protagonista delle parate per le vie di Berchidda (il 14 agosto).

Time to Children

Oltre alla musica dal vivo, come sempre a Time in Jazz, tanti altri appuntamenti e attività caratterizzeranno anche la prossima edizione. In un festival che parla di futuro, non poteva mancare uno spazio speciale dedicato alle nuove generazioni, impegno che Time in Jazz porta avanti da alcuni anni con l’ormai affermata formula di Time to Children, un progetto dedicato all’educazione musicale dei bambini, curato dalla violinista e didatta Sonia Peana, patrocinato dall’associazione Il Jazz va a Scuola e sviluppato da Time in Jazz con il sostegno del Banco di Sardegna.

Dal 10 al 15 agosto, negli spazi di “Sa colte ‘e s’ Oltijiu”, il giardino accanto a Sa Casara (l’ex caseificio oggi sede dell’associazione Time in Jazz), bambini, ragazzi e adulti saranno accompagnati, attraverso spettacoli, laboratori, flashmob e mostre, alla scoperta della musica jazz e popolare, degli strumenti musicali, della multisensorialità, della musica come condivisione, e tanto altro, insieme a educatori musicali come l’esperta di body percussion Eliana Danzì, il musicoterapeuta e rumorista Luca Gambertoglio e il suonatore di ocarina Fabio Galliani, il chitarrista Reno Brandoni, gli attori Paolo Li Volsi e Irene Villa, i percorsi d’arte per bambini di Maria Abis e Stefania Gagliardi Giustiniani e con la partecipazione di alcuni protagonisti del festival come lo stravagante duo GuerzonCellos; a ferragosto, l’immancabile appuntamento con l’attoreGiancarlo Biffi e i racconti di Gufo Rosmarino alla chiesa di San Michele, nelle campagne di Berchidda.

Libri e mostre

Collegato al tema del festival, tra musiche di diverse generazioni a confronto, è l’appuntamento con Time to Read, titolo che racchiude la serie di incontri con i libri e i loro autori, in programma tra l’11 e il 14 agosto, negli spazi di Sa Casara a Berchidda (sempre alle 19). Tra i protagonisti, Vanni Lai, atteso l’11 agosto con “La Cantadora” (Minimum Fax 2023), la storia, ambientata nella Sardegna di inizio Novecento, della prima donna musicista del canto tradizionale a chitarra, capace di opporsi a una società chiusa e maschilista; un’altra donna ribelle e fuori dagli schemi è quella raccontata da Barbara Baraldi (il 13 agosto) in “Il fuoco dentro. Janis Joplin. Il romanzo” (Giunti 2023) che, con sfumature noir, ripercorre la tormentata vita della rockstar considerata un’icona della beat generation. Il testimone passa, il 14 agosto, a Simone “Danno” Eleuteri e Massimiliano “Masito” Piluzzi, autori, insieme a Fabio Piccolini di “Colle der Fomento Solo amore” (Minimum Fax 2022), il racconto della carriera di uno dei gruppi rap italiani più influenti. Il dialogo tra generazioni è il tema proposto da “Prendetevi la Luna”, libro di prossima uscita dello psichiatra, sociologo e scrittore Paolo Crepet, in colloquio con Paolo Fresu il 12 agosto.

A Ferragosto, l’appuntamento con Time to Read si sposta alla chiesa campestre di Santa Caterina, poco fuori Berchidda, dove, alle 17 è atteso il contrabbassista Sebastiano Dessanaycon la presentazione di “337 Project” (Touring Club 2022), libro scaturito dal progetto artistico realizzato tra 2018 e il 2019, che lo ha visto visitare tutti i comuni della Sardegna, uno al giorno, viaggiando esclusivamente in bicicletta, con al seguito il suo fido ukulele. A chiudere le presentazioni editoriali, il 16 agosto (alle 12), al Museo del vino – Enoteca Regionale, “Time in Jazz Diary 2022”, che rievoca la scorsa edizione del festival attraverso l’obiettivo del fotografo Fabio Lovino. Una selezione di scatti dello stesso Lovino sarà anche esposta negli spazi di Sa Casara, insieme a quelli del collega fotografo Andrea Rotili, nella mostra fotografica “Time to Time 2022”, il racconto per immagini della passata edizione del festival, con i suoi volti, le sue emozioni e le sue suggestioni.

Sa Casara, sede dell’Associazione, resterà aperta per tutta la durata del festival, diventando come sempre il punto di riferimento per le arti visive, che troveranno il consueto spazio in questa edizione del festival con le opere della Collezione di Arte contemporanea CasArt, nata nel 1997 in seno al progetto PAV (Progetto Arti Visive) grazie al generoso contributo degli artisti che negli anni hanno partecipato alle iniziative del Festival. CasArt documenta gli esiti della ricerca e della sperimentazione artistica e creativa in Sardegna comprendendo anche opere di artisti nazionali e internazionali

Green Jazz

A completare e arricchire il programma contribuiranno infine percorsi guidati nella natura e nei siti archeologici, vari incontri e degustazioni di prodotti dell’enogastronomia locale e le consuete iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale raccolte sotto l’insegna Green Jazz. Dal 2020 Time in Jazz fa parte di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili, prima esperienza italiana di aggregazione di eventi culturali che hanno a cuore la causa Green.

Abbonamenti e info

Tutti gli appuntamenti, come di consueto, saranno a ingresso gratuito, ad eccezione dei concerti in programma sul palco di Piazza del Popolo a Berchidda e di quello di Malika Ayane a L’Agnata del 9 agosto,fuori abbonamento.
SuVivaticketsi possono da ora acquistare gli abbonamenti per l’ingresso alle cinque serate sul palco centrale, dall’ 11 al 15 agosto: 110 euro il prezzo intero, ridotto a 100; le riduzioni sono valide pergli spettatori sopra i 65 anni, e per quelli sotto i 26.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero 320 38 74 963 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it. Aggiornamenti e altre notizie sul festival sono disponibili sui canali social Facebook, Instagram, Twitter e Telegram e sul sito www.timeinjazz.it.

La trentaseiesima edizione del festival Time in Jazz è organizzata dall’omonima associazione culturale con il sostegno dell’Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport della Regione Autonoma della Sardegna, del Ministero della Cultura, della Comunità Montana Monte Acuto e delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri che aderiscono al festival, con il contributo di Fondazione di Sardegna, Gruppo Unipol, Banco di Sardegna, Corsica Ferries–Sardinia Ferries, Fondazione Raul Gardini e Novamont, e con la collaborazione di Rau Arte Dolciaria, distilleria Lucrezio R., Geasar, Consorzio Porto Rotondo, Consorzio Puntaldia, Scuola Holden, Qobuz e Biorepack. Media partner Radio Monte Carlo, radio ufficiale del festival, Spotify e Spreaker. Time in Jazz fa parte dell’Associazione I-Jazz, del progetto GreenFEST e di Jazz Takes The Green, la rete dei festival jazz ecosostenibili.

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