{"id":5756,"date":"2019-05-28T12:56:35","date_gmt":"2019-05-28T10:56:35","guid":{"rendered":"http:\/\/gator3089.temp.domains\/~packbook\/tij2019\/?page_id=5756"},"modified":"2021-04-19T16:09:51","modified_gmt":"2021-04-19T14:09:51","slug":"il-festival","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/timeinjazz.it\/associazione\/il-festival\/","title":{"rendered":"Il Festival"},"content":{"rendered":"\n
<\/h5>\n\n\n\n

<<\nIn principio erano la passione, la musica e la banda. Queste\ndivennero il gruppo da ballo per gli infiniti matrimoni berchiddesi e\ni complessi per allietare le feste paesane, i t\u00e8 danzanti e i\ncarnevali galluresi. Fino a quando, dopo aver visto una piccola parte\ndi mondo e frequentato alcuni festival nazionali e internazionali,\nnon sentii l\u2019esigenza di creare nel mio piccolo paese qualcosa che\nmettesse a frutto ci\u00f2 che avevo appreso e raccolto altrove.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Time\nin Jazz<\/strong><\/em> fu una nuova semina e\nun nuovo raccolto. [\u2026]<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Per\nquesto nasce, nel lontano 1988, un festival di jazz in Sardegna,\nprecisamente a Berchidda. <\/strong>\n<\/p>\n\n\n\n

Nasce\ndal volere di un piccolo gruppo di persone che, trent\u2019anni fa,\nhanno creduto nell\u2019impossibile che diviene possibile: che potesse,\ncio\u00e8, nascere un festival di jazz in un piccolo paese del Logudoro,\ndi sole tremila anime, lontanissimo dalle centralit\u00e0 culturali\ndell\u2019Italia e del vasto mondo. Un luogo che, dunque, non aveva\nnessun rapporto con la musica che veniva da oltreoceano se non per il\nfatto che a Berchidda c\u2019\u00e8 un\u2019antica banda musicale e ci sono io,\nche masticavo il jazz ormai da una decina d\u2019anni, imbevuto dai miti\namericani. [\u2026]<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Time\nin Jazz<\/strong><\/em> fu il titolo scelto.\nNon sapeva di nulla e in inglese era solamente un\u2019accozzaglia di\nparole, ma funzionava visivamente e suonava bene.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Il\ntempo del jazz, dunque. <\/strong>\n<\/p>\n\n\n\n

Anzi,\n<\/strong>Il nuovo tempo del jazz! <\/strong><\/em>fu\nil suo sottotitolo per diverse edizioni. Nuovo perch\u00e9 voleva essere\ndiverso e perch\u00e9 aveva l\u2019ambizione di raccontare il jazz da un\naltro punto di vista: il mio.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Gli\nobiettivi erano molteplici: dare continuit\u00e0 alla manifestazione che\nsi sarebbe svolta, come ogni vero festival, con cadenza annuale,\nradicarla nel territorio attraverso progetti che tenessero conto\ndella nostra cultura e, infine, farne uno strumento capace di\nsviluppare l\u2019economia e il turismo, portando pubblico da tutte le\nparti d\u2019Italia e caratterizzando Berchidda come luogo unico e\noriginale, dove potessero succedere cose che non accadevano altrove.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Sapevo,\ndel resto, che quello era, probabilmente, l\u2019unico modo per attirare\ngente verso l\u2019interno dell\u2019isola. Il turismo diffuso, trent\u2019anni\nfa, non era ancora in voga e l\u2019unica Sardegna conosciuta era quella\ncostiera e quella, ancora pi\u00f9 blasonata, del turismo spendaccione e\nun po\u2019 volgare dei VIP della Costa Smeralda.<\/strong><\/p>\n\n\n\n

Quel\nmanifesto dichiarava la volont\u00e0 di fare del festival uno strumento\ndi sperimentazione e scambio, dove gli artisti si sarebbero potuti\nincontrare per produrre cose nuove, capovolgendo quell\u2019atavica\nmentalit\u00e0 secondo la quale le idee migliori vengono sempre da\nfuori.>><\/strong><\/p>\n\n\n\n

Time in Jazz,\nPaolo Fresu, Franco Cosimo Panini Editore, 2017<\/strong><\/p>\n\n\n\n

In\noltre trent\u2019anni, Paolo Fresu non \u00e8 mai venuto meno ai suoi\nintenti iniziali e oggi il Festival Internazionale Time in Jazz \u00e8\nuno dei pi\u00f9 importanti appuntamenti culturali europei, un\nevento capace di richiamare ogni estate quarantamila spettatori in\nquesto angolo del nord Sardegna, fra Gallura e Logudoro. Merito della\nsua formula all\u2019insegna della qualit\u00e0 e dell\u2019originalit\u00e0 delle\ndiverse proposte in cartellone a ogni edizione.<\/p>\n\n\n\n

Un cartellone fitto\ndi appuntamenti (oltre 50) che si snodano per dieci giorni\nconsecutivi, dal mattino a notte fonda, in luoghi e spazi sempre\ndifferenti: la grande arena allestita nella piazza centrale di\nBerchidda, teatro dei concerti serali, ma anche i boschi del Monte\nLimbara, le chiese rupestri nelle campagne del paese e degli altri\ncentri in cui il festival fa tappa, siti di particolare significato\nstorico o naturalistico, o rappresentativi del tessuto\nsocio-culturale locale.<\/p>\n\n\n\n

Il jazz e la musica\nimprovvisata fanno naturalmente la parte del leone. Ornette Coleman,\nAhmad Jamal, Uri Caine, Bill Frisell, Dave Douglas, Steven Bernstein,\nJeanne Lee, Omar Sosa, Jan Garbarek, Nils Petter Molvaer, Arve\nHenriksen, John Surman, Richard Galliano, Michel Portal, Nguyen Le,\nHan Bennink, Misha Mengelberg, Ernst Reijseger, Pierre Favre, Iva\nBittova, Kronos Quartet, Jon Hassell, Mario Brunello, Alexander\nBalanescu, Dhafer Youssef, Rabih Abou Khalil, Gianluigi Trovesi,\nEnrico Rava, Franco D\u2019Andrea, Giorgio Gaslini, Enrico Pieranunzi,\nMaria Pia De Vito, Antonello Salis, Rita Marcotulli, Stefano Bollani,\nGianluca Petrella, sono alcuni fra i tanti nomi applauditi a Time in\nJazz nel corso degli anni.<\/p>\n\n\n\n

E poi fanfare\nbalcaniche come la Kocani Orkestar e Taraf de Ha\u00efdouks, gruppi in\narrivo dall\u2019Africa, dai Cariabi o dal Vietnam, cori a tenore e\npoeti estemporanei sardi, artisti teatrali come Paolo Rossi, Lella\nCosta, Ascanio Celestini e Marco Baliani, cantanti e cantautori come\nOrnella Vanoni, Gianmaria Testa, Cristiano De Andr\u00e9, Morgan, Teresa\nDe Sio, Alice, Ivan Segreto, Mirko Casadei a riprova che Time in Jazz\nnon conosce steccati fra generi e stili.<\/p>\n\n\n\n

Ma Time in Jazz non\n\u00e8 solo musica: per questo dal 2019 al nome\ndella rassegna si affiancano, oltre a musica<\/strong>,\nle parole arte<\/strong>,\nletteratura<\/strong>,\ncinema<\/strong>,\nambiente<\/strong>\ne societ\u00e0<\/strong>\nper indicare la complessit\u00e0 e completezza di un progetto artistico e\nculturale tra i pi\u00f9 attesi dell\u2019anno.<\/p>\n\n\n\n

Ogni edizione ruota\nintorno a un tema differente, un leitmotiv che attraversa e\ncaratterizza programmaticamente il cartellone. Di volta in volta,\nTime in Jazz ha cos\u00ec viaggiato attraverso le nuove tendenze del jazz\ne le prove d\u2019autore, si \u00e8 spinto nei territori delle sonorit\u00e0\netniche e di quelle digitali, ha sperimentato relazioni e consonanze\nfra musica e parola, musica e poesia, musica e immagine, musica e\ngioco, musica e gastronomia, musica e architettura, musica e acqua,\naria, terra, fuoco\u2026<\/p>\n\n\n\n

Un festival votato\nall\u2019originalit\u00e0 e alla progettualit\u00e0, dunque, attento ai\nlinguaggi della contemporaneit\u00e0 ma con radici profonde nel suo\nterritorio con le sue tradizioni, la sua gente, i suoi luoghi, la sua\nnatura e la sua cultura, anche quella materiale. Nei giorni di Time\nin Jazz, una miscela di creativit\u00e0 e di umanit\u00e0 invade non solo\nBerchidda e gli spazi del festival ma soprattutto i cuori e le menti:\ni musicisti, gli artisti e la folla di spettatori in arrivo da ogni\ndove, si ritrovano a condividere l\u2019emozione di un\u2019esperienza\nunica, immersi in un\u2019atmosfera irripetibile, densa di musica e arte\nma anche di colori, profumi, sapori. E\u2019 questa la chiave del\nsuccesso di Time in Jazz, un evento di grande spessore culturale e di\nportata internazionale ma che conserva intatta nel tempo la gioiosit\u00e0\ndella festa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"

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