
Comune di
Alà dei Sardi
Alà dei Sardi, paese di meno di duemila abitanti, sorge in altura, ai confini tra Nuorese e Gallura, nella Sardegna centro-settentrionale, attorno un territorio spettacolare e ricco di siti archeologici. I principali sono sos Nurattolos, risalente all’età del Ferro, composto da fonte sacra, capanna delle riunioni, santuario e abitazioni; il ben conservato nuraghe Boddò, e il villaggio di su Pedrighinosu, con edifici circolari e fucina. Il sito fu poi abitato dai Balares, popolo ribelle non autoctono. Balare e Alà sono foneticamente simili, non una coincidenza se si considera che tipica del dialetto alaese è la caduta della b iniziale.
Si eleva a quasi 700 metri in cima a un altopiano, accanto alle pendici del lussureggiante Monte Acuto, che dà nome al territorio di cui il borgo fa parte.
Enclave logudorese in Gallura, rientra in un ‘mosaico’ composto da aspri e silenziosi rilievi granitici con bizzarre sculture modellate dal vento, foreste di lecci e querce regni di muflone e aquila, vertiginose vallate con ruscelli che formano laghetti e le cascate di su Fossu malu e sterrati pianeggianti con distese di macchia mediterranea, dove si corrono le prove del Rally d’Italia Sardegna, tappa del mondiale. Dal borgo, è possibile scorgere il golfo di Olbia e la maestosa sagoma di Tavolara, dalla foresta di Lithos le montagne barbaricine.
Il primo documento che attesta Alà è del 1106. Il toponimo ha origine forse paleosarda, imparentato con il basco alha, ‘pastura’, riferito agli estesi pascoli. Altre ipotesi portano al latino ala – un esercito romano era di stanza in zona – o al punico, col valore di ‘posto in alto’. La specificazione ‘dei Sardi’ fu attribuita per regio decreto nel 1864. Il borgo attuale è sorto nel XVII secolo attorno alla chiesa di santa Maria (1619), che, ricostruita tra 1880 e 1961, divenne la parrocchiale di sant’Agostino. La facciata è in granito, arricchita da statue di santi, l’interno custodisce il maestoso mosaico seicentesco della Madonna del Rosario.

Il patrono è festeggiato a fine agosto con celebrazioni religiose cui sono associati spettacoli folk, dove vanno in scena gli splendidi abiti tradizionali alaesi, e la sagra del prosciutto.
Il centro storico è fatto di case e palazzotti con ‘severe’ facciate in granito e infissi in ferro battuto. In questa cornice, tra strette vie, si possono ammirare architetture granitiche: i pozzi ‘e mesu idda e di s’Oltu Mannu, vecchio municipio e bicocca dei Dessena. Sulla facciata del palazzo Corda (1850), ‘il castello’, un murale ricorda l’ultima bardana (1870), il saccheggio a danno dei benestanti. Altre chiese del centro sono San Giovanni Battista e Sant’Antonio da Padova.
La festa per San Francesco è la più recente tra quelle che si organizzano annualmente in paese e si svolge nel santuario di San Francesco d’Assisi, costruito nel 1905 a due chilometri dal paese. Da più di un secolo Alà dei Sardi ogni 4 di ottobre dà onore al santo di Assisi con una festa campestre che per due giorni offre il pranzo (a base di carne e di brodo) a migliaia di pellegrini che arrivano per l’occasione da ogni parte della Sardegna.
La lavorazione di sughero, granito e pietre dei famosi maistos alaesi rappresenta la principale risorsa di un centro in forte sviluppo dagli anni Duemila, che vanta (con Buddusò) il parco eolico maggiore d’Italia. È viva la secolare tradizione agropastorale, con rinomati prodotti: carni bovine e miele.
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Santuario di San Francesco
Mangiare e dormire
I nostri consigli per Alà dei Sardi.
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