La voce di Gaza
Paola Caridi
in dialogo con Mattea Lissia
13 Agosto 2026
ORE 19:00
Ci sono luoghi che il mondo osserva soprattutto attraverso il filtro della cronaca e dell’emergenza. Con La voce di Gaza, Paola Caridi sceglie invece di partire dalle persone, dalle storie, dalle memorie e dalle parole che abitano uno dei territori più raccontati e al tempo stesso meno ascoltati del nostro tempo.
Giornalista e studiosa del Medio Oriente, Caridi costruisce un racconto che restituisce complessità e umanità a una realtà spesso ridotta a simbolo o a notizia. La voce di Gaza diventa così la voce di chi resiste, ricorda, immagina e continua a costruire futuro. Un incontro che invita all’ascolto e alla comprensione, nella convinzione che conoscere le storie degli altri sia il primo passo per avvicinarsi davvero al mondo.


La voce di Gaza
«Ecco ciò che è stata Gaza per cinquemila anni. E che, forse, sarà di nuovo, in un futuro lontano di cui nulla sappiamo. Quella storia è passata sotto le mie foglie, accanto al mio tronco. Quella storia l’ho scritta assieme ai miei antenati.»
C’è un albero a Gaza. Un antico sicomoro. Da quando ha messo radici ha visto uomini e donne in viaggio e in fuga, guerre e migrazioni. Ha imparato a riconoscere le lingue degli umani, a tradurre le loro parole e a sentire i loro brividi sulla corteccia. Ai piedi dell’albero c’è il bambino. È solo e stanco, arriva dal Nord di Gaza e sta scappando. L’albero gli racconta una lunga storia fatta di viaggiatori, carovane, profeti, mercanti e popoli che nei secoli hanno attraversato quella terra, il punto di passaggio tra Africa, Asia ed Europa. Dai magi diretti a Betlemme alla forza di Sansone che secondo la Bibbia strappò le porte della città, alle carovane che percorrevano la Via dell’Incenso fino al mare cariche di spezie e profumi. E poi la traversata delle due giraffe portate dall’Etiopia come dono per l’imperatore di Costantinopoli. Fino a giungere al presente, al genocidio e alla distruzione di Gaza. Il sicomoro ha visto tutto perché è sempre stato lì, custodisce questi cinquemila anni di storia e la memoria della sua terra. Perché le storie non scompaiono con le macerie: restano nelle radici, nelle parole e negli occhi di chi le ascolta. Finché qualcuno continuerà a raccontarle, e finché un bambino riuscirà a mettersi in salvo, Gaza non sarà mai cancellata per davvero. Età di lettura: da 10 anni.
Anno di pubblicazione: 2026
Edito da: Feltrinelli
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